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Canalette grigliate di deflusso delle acque

Spesso si sottovaluta l’importanza del lavoro svolto dai canali a terra di raccolta e scarico delle acque piovane. Purtroppo ce ne rendiamo conto quando, a seguito di un forte temporale, la canalina grigliata, incapace di defluire le acque a causa di un’ostruzione dovuta a fogliame o detriti vari depositatisi nel tempo, causa una tracimazione dell’acqua, la quale si riversa inesorabilmente proprio laddove non vorremmo mai che andasse a finire: nei garage, nelle cantine o magazzini, negli ambienti tecnici e malauguratamente anche direttamente in casa nostra.

Eppure basterebbero dei periodici interventi di pulitura per scongiurare il rischio. Ma ce ne rammentiamo di farli?

Lo scovolo salvagronde e canaline svolge a riguardo un compito eccellente: una volta posizionato, pur permettendo liberamente il passaggio delle acque, impedisce di fatto che attraverso la griglia passino anche foglie secche e vari detriti portati dal vento o trascinati dalle piogge precedenti. Chiaramente tali detriti si accumulerebbero all’esterno, dove però è facile vederli e toglierli con una scopa o un rastrello da giardino, senza peraltro la necessità di alzare ogni volta la griglia.

Indirettamente, lo scovolo così posizionato, impedisce anche la risalita dai condotti di scarico di animaletti poco gradevoli, come topi o scarafaggi.

A volte basta un briciolo di assennata prevenzione per evitare anche danni notevoli.

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Cosa accade se le foglie si incastrano nelle setole

Foglie o aghi di pino incastrati tra le setole non limitano assolutamente il passaggio ed il veloce scorrimento delle acque meteoriche nel canale.

 

Dopo aver ripulito per bene il canale di gronda ed aver montato lo scovolo, ci accorgiamo che le foglie, pur non annidandosi più nell’incavo semicircolare o quadrato della grondaia, si incastrano tra le setole dello scovolo stesso!

E ora cosa succederà? La risposta è: assolutamente nulla!

Scopriamo come avviene esattamente il processo:

Il tappeto di foglie che si accumulava in precedenza nel letto di gronda, con l’acqua che lo stesso tratteneva e gli altri agenti atmosferici, davano inizio al cosiddetto processo di marcescenza che col tempo lo tramutava in humus: la fanghiglia spesso presente nelle gronde dove oltretutto nascono rigogliose le piante infestanti.* Ora che questo non può più accadere, le foglie che rimangono qua e la tra le setole e non ancora spazzate via dal vento non possono più subire  il processo di marcescenza sopra descritto, per l’assenza in questo caso dell’acqua stagnante. Pertanto, subiranno una normale essiccazione, con perdita dei liquidi e conseguente perdita di peso. A questo punto le foglie secche, fragilissime, tenderanno a sbriciolarsi e tali rimasugli saranno spazzati via anche dalla più leggera brezza.

In tutto ciò la gronda rimane pulita, soprattutto dalla fanghiglia che ora non può più generarsi.

 

*(Ebbene si, la terra che trovate nelle gronde non è l’effetto dell’accumulo di polvere nel tempo…!)

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Come si comporta lo scovolo con tanto fogliame

Come si comporta lo scovolo con molto fogliame?

 

Nell’ipotesi abbiate uno o più grossi alberi prospicienti la vostra abitazione e magari con i rami che lambiscono le tegole, saprete bene cosa significhi essere letteralmente invasi dalle foglie!

Di fatto il fogliame o anche gli aghi di pino, non sarebbero un problema in se, sempre che il tetto sia stato fatto a regola d’arte e quindi ben coimbentato con la guaina contro l’umidità. Il vero problema sorge invece in presenza di grondaie per la raccolta e canalizzazione delle acque piovane.

In questo caso le foglie e/o gli aghi di pino, ma anche i frutti del platano o le pignette delle conifere, come gli abeti, i cedri, e i cipressi, sono una vera sciagura, in quanto vanno immediatamente a intanarsi nell’incavo accogliente dei canali di gronda e dai quali non riescono più ad uscire. All’interno dei canali, il vento, che normalmente agisce sulle tegole da perfetto spazzino, non ha lo stesso effetto, proprio a causa della depressione rispetto al piano (l’incavo delle grondaie).

 

Purtroppo tutto questo avviene generalmente al di sopra del nostro campo visivo, pertanto è facile non accorgercene o non pensarci.

A questo punto il danno è compiuto: i primi a farne le spese sono i discendenti, che vanno immediatamente ad occludersi non facendo più passare una goccia d’acqua. Subito dopo inizia il naturale processo di marcescenza del fogliame ammassato che, acqua stagnante, sole e aria, attivano attraverso la veloce riproduzione di affamatissimi enzimi aerobici, i quali iniziano la disgregazione degli organici in differenti fasi. Una di queste fasi rende il compost acido, ed è la prima causa di corrosione della lamiera, con conseguente rottura della stessa. In seguito il compost, completamente disgregato e “digerito” dagli enzimi, viene trasformato in humus: quella fanghiglia pesante che regolarmente troviamo nelle grondaie. Qualcuno crede che la terra nelle gronde sia un accumulo di polvere volatile che si deposita col tempo sulle tegole e poi viene trasportata dall’acqua nei canali. Niente di più falso, in quanto, se così fosse, ci vorrebbero dai cinque agli otto secoli per produrre la quantità di terriccio che ad esempio possiamo vedere nella foto di lato :-)) senza contare che, trattandosi di polvere, l’acqua la dilaverebbe di continuo, senza dargli la possibilità di sedimentare.

La verità è che “Nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma” come ci ricordava Lavoisier, quindi la fanghiglia che curiosamente scorgete anche al quinto piano del vostro palazzo, è causata unicamente dalla trasformazione degli organici sopra descritta.

 

DOMANDAIn presenza di grosse quantità di foglie, aghi, pignette ecc. che piovono quotidianamente in quantità industriali fino a creare veri e propri tappeti sopra le tegole, lo scovolo, adagiato nella gronda sarà comunque utile? Oppure, venendo anch’esso ricoperto, va a peggiorare ulteriormente la situazione?

 

RISPOSTA: A parte il fatto che una situazione come quella descritta difficilmente può conoscer di peggio, quel che va detto chiaramente, è che il compito dello scovolo non è l’annichilimento delle foglie, né impedire agli alberi di compiere la loro muta; ma occupando esso stesso l’area di gronda, semplicemente mantiene libero da cattivi occupanti il canale, favorendo in tal modo un normale scorrimento dell’acqua verso i pluviali. Quindi, se fuori, sulle tegole e anche sopra lo scovolo, ci fosse una valanga di foglie (che per inciso va detto, andrebbe periodicamente ripulita), queste non potrebbero comunque impedire alla pioggia di seguire la pendenza del tetto verso la grondaia, la quale però, a questo punto è almeno libera di raccogliere e smaltire l’acqua che inevitabilmente vi si riversa. L’acqua si sa, trova comunque la strada per infiltrarsi, anche sotto cumuli di foglie o di aghi, e soprattutto per l’elevata pendenza del tetto viaggia velocemente verso la gronda. È pertanto nella gronda che ha poca pendenza, che rallentando non deve trovare ostacoli o cumuli di fango che la trattengano. Per questo c’è lo scovolo salvagronde!

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Cosa rimane dopo un anno di utilizzo

Nella foto lo scovolo dopo un anno dal posizionamento.

 

Ecco come appare lo scovolo dopo un anno dal posizionamento. Chiaramente una piccola quantità di residui si insinua tra le setole, ma la cosa non crea alcun problema al passaggio delle acque piovane e soprattutto la gronda rimane sempre libera e pulita. Tutto il resto invece, spazzato via dal vento! Ricordiamoci che lo scovolo è velocemente posizionabile ed altrettanto velocemente rimovibile per scrollarlo dai residui eventualmente presenti, nei rari casi in cui ce ne fosse necessità. Ci hanno chiesto cosa accade nel caso di caduta di grosse quantità di foglie, ma anche soprattutto di aghi di pino sul tetto e di conseguenza sullo scovolo che il vento non riesce a spazzar via: ribadiamo che lo scovolo non ha la capacità di impedire la caducità del fogliame e nemmeno di dissolverlo nel nulla, lo scovolo impedisce che tali organici si annidino nell’incavo della gronda, ove altrimenti darebbero inizio al normale processo di marcescenza che si tradurrebbe in seguito nella ben conosciuta fanghiglia pesante di cui conosciamo gli effetti. Pertanto se foglie o aghi di pino non dovessero esser spazzati via dal vento, ma creassero un tappeto sulle tegole e sullo scovolo, non impedirebbero comunque lo scorrimento della pioggia sulle tegole e verso la gronda che troverebbero libera e pulita sempre. In tali casi si consiglia comunque di tanto in tanto la pulizia del tetto per non arrivare a formare dei veri e propri covoni.

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Come si forma la fanghiglia nelle grondaie

La trasformazione chimico/biologica dell’organico in humus

 

Spesso notiamo abbondanti cumuli di terra pesante e umida nelle nostre gronde. Questo fango non solo limita, spesso quasi totalmente, lo scorrere delle acque piovane che inevitabilmente tracimano a cascata, ma è anche un ottimo terreno di coltura per i semi trasportati dal vento. Ecco quindi che vediamo spuntare un rigoglioso giardino pensile dal nostro tetto; che non esattamente ricorda Babilonia!

Ma come è possibile che tutta quella terra, a volte veramente molta, sia arrivata fin oltre i nove metri di altezza? Eppure la terra non vola! Nemmeno è pensabile sia semplice polvere trasportata dall’acqua o dal vento, accumulatasi nel tempo. Ci vorrebbero secoli!

La risposta la troviamo nei processi biologici.

Le grondaie sono un perfetto ricettacolo di foglie secche, aghi di pino, piccoli rametti e spesso nidi di uccello. Tutta materia organica! Tale materia col tempo subisce un processo di marcescenza che, passando varie fasi, si trasforma in un ottimo terreno di coltura: il cosiddetto humus. In una delle fasi di trasformazione oltretutto, si produce acido, esattamente lo stesso che, con il tempo, corrode la lamiera delle gronde fino a bucarle!

“Nulla si crea e nulla si distrugge, ma tutto si trasforma”  tentava di spiegarci il buon Lavoisier nel ‘700, e aveva perfettamente ragione: la sostanza organica, attraverso il processo biologico, diventa terra, o meglio, pesante fango pronto ad ospitare nuovi semi e offrire nuova vita!

Grandioso e perfetto dal punto di vista naturale, magari però… meglio se fuori dalle nostre gronde.

Quindi come possiamo evitare tutto questo? Semplice, lo scovolo salvagronde Italgam adagiato all’interno delle gronde, evitando di far passare foglie, aghi, nidi ecc. impedisce di fatto l’avvio del suddetto processo e quindi la formazione del fango.

Con lo scovolo solo l’acqua riesce a passare libera e le foglie restano fuori.

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Come prendere la giusta misura di scovolo

È importante capire quale sia la dimensione di scovolo giusta per la nostra grondaia. Gli scovoli vengono prodotti in 4 diametri e due lunghezze differenti: 80mm – 100mm – 120mm – 150mm e con lunghezza lineare di 3 metri o 1 metro. Questo per adattarsi ad ogni misura possibile di grondaia o canalina grigliata da pavimento. Come si può notare dall’immagine sopra, la misura che dovremo considerare è quella all’apice, internamente alla gronda. L’eventuale bordo finale non deve preoccuparci,…

 

Come si può notare dall’immagine a fianco, la misura che dovremo considerare è quella all’apice, internamente alla gronda. L’eventuale bordo finale non deve preoccuparci, anzi, garantirà eventualmente una maggiore ermeticità al passaggio del fogliame. Teniamo sempre presente che lo scovolo in polipropilene è elastico e può quindi adattarsi senza problemi alle particolari forme a cui aderisce.

Possono capitare però delle gronde fuori misura, in tal caso anche la dimensione massima di scovolo (150mm) non sarebbe sufficiente a chiudere perfettamente eventuali spazi laterali. In questa ipotesi, visto che la macchina scovolatrice non riuscirebbe a produrre misure maggiori, la soluzione, peraltro ampiamente sperimentata e funzionale, è quella di appaiare in senso orizzontale due scovoli, magari di diametri differenti per raggiungere la misura necessaria. Chiaramente non andremo a considerare la somma strettamente matematica delle due misure, ma dovremo tener conto che le setole, intersecandosi tra loro, riducono di fatto i loro diametri originali.

Facendo un esempio pratico possiamo dire che una gronda larga all’apice 20/21 cm può essere perfettamente chiusa da due scovoli incastrati tra loro di 150mm e 100mm di diametro. In questo caso la spesa da affrontare sarà maggiore, ma certamente verrete trattati molto bene sull’acquisto dei doppioni! State sereni. L’importante anche per noi è che  risolviate il problema.

Altra considerazione da fare è che se lo scovolo, per la particolare conformazione della grondaia, non dovesse toccare il fondo non è affatto un problema, mentre se all’apice sborda in alto qualche centimetro è anche meglio.

 

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Pulire le gronde dal guano dei piccioni

Pulire le gronde dal guano dei piccioni- funzionalità dei dissuasori

Guano di piccione nelle grondaie e sistemi dissuasori per volatili

Pulire le gronde dal guano dei piccioni- funzionalità dei dissuasori

Tutto l’anno, ma soprattutto in estate e in autunno, la presenza dei piccioni e del loro guano risulta molto fastidiosa, oltre ad essere altamente nociva. Il guano è, oggi come oggi, una problematica molto comune per molti edifici nel centro città.
Va ricordato che il guano di piccione è portatore di numerosi agenti patogeni e parassiti, come ad esempio pulci e zecche, a loro volta capaci di trasmettere malattie infettive altamente pericolose. Nel caso il guano si accumuli in zone come sottotetti, balconi, terrazze non è da sottovalutare anche il pericolo strutturale degli edifici infestati.

 

 

Per i motivi sopra riportati è tassativo l’uso di guanti gommati, di mascherina ed occhiali da lavoro quando si opera la pulizia. Il materiale raccolto va necessariamente messo in contenitori sigillati per poi chiamare una ditta specializzata allo smaltimento di materiali inquinanti. A tal proposito potrà venirvi in aiuto l’isola ecologica zonale o l’ufficio d’igiene del vostro Comune di appartenenza
Il guano accumulato genera alti tassi di umidità e può arrivare a pesare oltre 800 kg per ogni metro cubo, e questo comporta, per superfici molto ampie, tonnellate di peso che gravano sulla struttura dell’edificio. Il guano di piccione è anche causa di degrado urbano,  essendo una sostanza con capacità corrosiva, può generare danni alle strutture e all’arredo urbano.
È paradossale vedere un albero crescere su una grondaia, ma, anche se sembra incredibile, abbiamo visto anche questo. La grondaia non è un giardino, ma serve per evitare che l’acqua piovana si infiltri negli appartamenti sottostanti creando gravi danni. Possiamo immaginare per quanto tempo i proprietari di un certo condominio non abbiano eseguito un controllo del tetto e delle grondaie: per aver dato la possibilità di crescere addirittura ad un albero, il seme deve aver trovato un terreno ben fertile come il guano di piccione.

Allora cosa fare? 

Purtroppo alcune soluzioni studiate appositamente per scacciare i piccioni dal tetto  non sono poi risultate efficaci. Invece una soluzione definitiva per scacciare i piccioni dal tetto, sempre dopo aver ben bene ripulito i canali di gronda e smaltito correttamente il guano raccolto (esistono ditte specializzate a questo scopo), è lo scovolo salva gronde Italgam! Una volta piazzato, dissuade i volatili ad annidarsi nell’incavo della grondaia e a posarsi sulle setole instabili e questo disturbo li allontanerebbe istintivamente dal vostro tetto, alla ricerca di luoghi più “comodi”. Indubbiamente lo scovolo salvagronde Italgam risulta essere ad oggi il miglior metodo per allontanare i piccioni presente sul mercato.

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Danni causati dall’intasamento delle grondaie

Le foglie, gli aghi di pino, i piccioni e i colombi, sono tutti agenti che mettono a rischio il buon funzionamento delle grondaie, dei pluviali e di tutti i canali di scarico delle acque meteoriche.

 

Spesso i danni sono ingenti, con umidità e condizioni insalubri direttamente negli appartamenti.

Invece di parlarne in maniera teorica, questa volta preferisco allegare fatti realmente accaduti:

 

Abito in un condominio al terzo e ultimo piano. Da un mese si sono verificate infiltrazioni di acqua piovana che  hanno danneggiato il soffitto del mio appartamento. Ho avvisato tempestivamente l’amministratore che fatto un sopralluogo con un geometra il quale ha stabilito che bisogna cambiare il “messicano” (che e’ quella sorta di imbuto che convoglia l’acqua piovana alla grondaia). Premetto che nel mio condominio c’e’ una persona che ha la maggioranza nell’assemblea essendo proprietaria della maggioranza degli appartamenti. Tale persona si oppone all’esecuzione dei lavori perché considera il preventivo troppo alto. A distanza di un mese dalla mia segnalazione il danno al mio appartamento persiste e peggiora ad ogni pioggia nonostante le mie continue telefonate all’amministratore che tergiversa…

 

da circa tre anni segnalavo (riportato anche nel verbale delle assemblee che si sono succedute) un’infiltrazione dal canale di gronda verso il mio appartamento creandomi dei danni. durante gli acquazzoni di fine estate 2013 la questione si è aggravata ed oltre ad aumentare i danni(intonaco deteriorato, muffa ecc.) si è staccato anche un pezzo d’intonaco.

a quel punto ho telefonato ad alcune imprese e solo due hanno risposto con un preventivo e vista l’urgenza ho inviato una mail all’amministratore esortandolo a dare disposizioni per far fare i lavori. non essendoci altri preventivi e vista l’urgenza l’amministratore ha dato l’ok ai lavori e sono stati finalmente eseguiti. nei lavori, benché non siano stati contemplati, il muratore è stato comprensivo e mi ha ripristinato almeno la parte immediatamente sotto l’infiltrazione (quello in distacco) mentre ho fatto lasciar fuori il resto e l’ho fatto a mie spese…”

 

“Circa 8 gg fa ho avuto infiltrazioni d’acqua nel mio appartamento a causa, suppongo, della grondaia intasata (credo da escrementi o addirittura carcasse di piccioni) che non lascia defluire l’acqua (ho constatato dal basso che nonostante le piogge fossero smesse, la grondaia gocciolava a lento rilascio idrico). Chiaramente ho avvisato tempestivamente l’amministratore, il quale è venuto per un controllo e si è premurato a contattare un’azienda per la pulizia della stessa, ma il tutto non poteva essere subitaneo ( vuoi perché il tetto era bagnato e le piogge imperversavano e vuoi anche per la mancanza di disponibilità immediata dell’azienda). Sono già trascorsi 11 giorni da allora…”

Fonte: Studio legale D’Auria

 

In considerazione quindi di ciò a cui si andrebbe incontro in casi del genere, la Italgam scovoli salvagronde propone il suo innovativo prodotto (Clicca sopra per vedere le offerte)

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Come pulire le canalette grigliate

Questa operazione è senz’altro più agevole, foss’altro per il fatto che si lavora a terra.

 

Dapprima apriamo tutte le griglie e posizioniamole di fronte alla canaletta rispettando la posizione ed il verso originari, in modo di rimetterle possibilmente nella stessa posizione. È consigliabile far questo perché a volte le griglie, magari con il passaggio delle vetture, si viziano nella forma e poi si rischia che dondolino.

La pulizia avviene similarmente alle grondaie ed anche gli attrezzi da usare sono gli stessi. Volendo esistono anche palette e strumenti specifici per questo lavoro, le possiamo trovare presso le grandi ferramenta ben fornite. Se aveste intenzione di usare un bidone aspiratutto, fate ben attenzione che sia del tipo anche aspiraliquidi. Ricordiamoci sempre dei guanti e facciamo attenzione a ragni e scorpioni. Al termine della pulizia è consigliabile passare un getto d’acqua a pressione, con particolare cura nel liberare dai detriti le sedi di appoggio delle griglie.

 

Anche qui, una volta effettuata la pulizia e l’eventuale disistruzione del foro di uscita, possiamo posizionare gli scovoli salvacanaline Italgam in modo tale da impedire nel futuro l’accumulo di sporcizia intasante, scongiurando così, nell’eventualità di un forte temporale, la tracimazione delle acque con il conseguente allagamento dei locali attigui.

 

Prendiamo le misure interne della canalina (profondità e larghezza), dopo di che stendiamo all’interno la giusta dimensione dello scovolo salvacanaline e richiudiamo con le griglie. Il gioco è fatto!

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Con lo scovolo e senza

Il compito svolto dallo scovolo una volta posizionato.

Come si può evincere dall’immagine, il compito  svolto dallo scovolo una volta posizionato dentro la grondaia è di notevole utilità. Con lo scovolo salvagronde ITALGAM potrete dire addio ai costanti interventi di manutenzione, armati di scale, trabattelli o piattaforme aeree per disostruire grondaie e discendenti, o peggio ancora, agli interventi straordinari sulle colonne di scarico murate dei condomini. Lo scovolo salvagronde ITALGAM, una volta posizionato, svolgerà in silenzio il suo meraviglioso compito di protezione delle grondaie per tutta la vita! Ricordiamo che il nostro scovolo salvagronde è in polipropilene della miglior qualità con trattamento anti-UV, mentre l’anima centrale è in acciaio inox antiruggine e anticorrosione. Lo scovolo è un vero portento nell’allontanare i piccioni in modo naturale ed evitare così tutti i problemi legati al loro guano.