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Cosa accade se le foglie si incastrano nelle setole

Foglie o aghi di pino incastrati tra le setole non limitano assolutamente il passaggio ed il veloce scorrimento delle acque meteoriche nel canale.

 

Dopo aver ripulito per bene il canale di gronda ed aver montato lo scovolo, ci accorgiamo che le foglie, pur non annidandosi più nell’incavo semicircolare o quadrato della grondaia, si incastrano tra le setole dello scovolo stesso!

E ora cosa succederà? La risposta è: assolutamente nulla!

Scopriamo come avviene esattamente il processo:

Il tappeto di foglie che si accumulava in precedenza nel letto di gronda, con l’acqua che lo stesso tratteneva e gli altri agenti atmosferici, davano inizio al cosiddetto processo di marcescenza che col tempo lo tramutava in humus: la fanghiglia spesso presente nelle gronde dove oltretutto nascono rigogliose le piante infestanti.* Ora che questo non può più accadere, le foglie che rimangono qua e la tra le setole e non ancora spazzate via dal vento non possono più subire  il processo di marcescenza sopra descritto, per l’assenza in questo caso dell’acqua stagnante. Pertanto, subiranno una normale essiccazione, con perdita dei liquidi e conseguente perdita di peso. A questo punto le foglie secche, fragilissime, tenderanno a sbriciolarsi e tali rimasugli saranno spazzati via anche dalla più leggera brezza.

In tutto ciò la gronda rimane pulita, soprattutto dalla fanghiglia che ora non può più generarsi.

 

*(Ebbene si, la terra che trovate nelle gronde non è l’effetto dell’accumulo di polvere nel tempo…!)

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Pioggia, vento, foglie, grondaie

La bufera temporalesca che imperversa su tutta la Penisola concentra la naturale caduta delle foglie in pochi giorni e a farne le spese sono le nostre grondaie con i discendenti.

 

Bufere, tifoni, mareggiate, esondazioni, sono il terribile bollettino che ormai da giorni ci viene annunciato quotidianamente dai media.

La situazione è quanto mai grave, in alcuni casi addirittura drammatica, come a Venezia e Matera.

 L’innalzamento della laguna ha raggiunto livelli eguagliati in un solo altro caso nella storia della città marinara. Tutto ciò ha procurato danni forse inestimabili, soprattutto quando pensiamo agli archivi del conservatorio Benedetto Marcello di Venezia contenenti manoscritti di grandissima importanza dal punto di vista storico e culturale.

A Matera, città europea della cultura, si è assistito a quello che sembrava un film di fantascienza, con un gigantesco fiume d’acqua e detriti che viaggiava tra le strade della città dei sassi a velocità impressionante, trascinando con sé detriti e speranze.

 I più fortunati hanno a che fare solo con qualche ramo spezzato in giardino, ma con un’enorme massa di foglie e di aghi di pino che in poche ore hanno ricoperto tetti e riempito grondaie e discendenti portandoli velocemente all’occlusione. In questa stagione ci manca solo un’infiltrazione dal tetto di casa e siamo a posto! Anche se la situazione non è propriamente sotto i nostri occhi, dovremmo comunque pensare alle possibili conseguenze che potrebbero derivarne ed agire velocemente.

 Il consiglio è quello di armarsi di buona volontà con scale, galosce ed impermeabili per tentare di disostruire i canali di gronda e i loro discendenti quanto prima possibile, evitando magari di salire direttamente sulle tegole bagnate per non scivolare. Altrimenti contattare una ditta specializzata, sperando che abbia il tempo da dedicarci in considerazione delle innumerevoli chiamate d’urgenza che staranno ricevendo. Con l’occasione, sarebbe oltretutto un’operazione definitiva, quella di alloggiare nei canali ripuliti lo scovolo salvagronde Italgam.

Lo scovolo salvagronde preverrà in futuro questi inconvenienti impedendo di fatto al fogliame di insinuarsi nei canali di gronda, lasciandoli sempre liberi per lo scorrimento veloce delle acque meteoriche.

Qualcuno ci chiede se grandi masse di fogliame possano inficiare il lavoro dello scovolo creando in questo caso addirittura maggiori problematiche. La risposta è come sempre negativa: la presenza di foglie o aghi sul tetto, non può impedire all’acqua di scorrere in pendenza raggiungendo la grondaia a prescindere dalle foglie stesse, anche se tante, e a questo punto, con lo scovolo, trovare il canale libero di accoglierla e farla scorrere verso i pluviali verticali. 

Chiaramente, appena possibile, il tetto andrebbe ripulito dall’eccesso di foglie o di aghi, ma nel frattempo avremo scongiurato il pericolo.

Lo scovolo Italgam, inoltre, riesce anche ad allontanare i piccioni dal tetto impedendo ai fastidiosi volatili di fare il nido nella grondaia. Un ulteriore vantaggio rappresentato da questo prodotto semplice ma estremamente utile.