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Cosa accade se le foglie si incastrano nelle setole

Foglie o aghi di pino incastrati tra le setole non limitano assolutamente il passaggio ed il veloce scorrimento delle acque meteoriche nel canale.

 

Dopo aver ripulito per bene il canale di gronda ed aver montato lo scovolo, ci accorgiamo che le foglie, pur non annidandosi più nell’incavo semicircolare o quadrato della grondaia, si incastrano tra le setole dello scovolo stesso!

E ora cosa succederà? La risposta è: assolutamente nulla!

Scopriamo come avviene esattamente il processo:

Il tappeto di foglie che si accumulava in precedenza nel letto di gronda, con l’acqua che lo stesso tratteneva e gli altri agenti atmosferici, davano inizio al cosiddetto processo di marcescenza che col tempo lo tramutava in humus: la fanghiglia spesso presente nelle gronde dove oltretutto nascono rigogliose le piante infestanti.* Ora che questo non può più accadere, le foglie che rimangono qua e la tra le setole e non ancora spazzate via dal vento non possono più subire  il processo di marcescenza sopra descritto, per l’assenza in questo caso dell’acqua stagnante. Pertanto, subiranno una normale essiccazione, con perdita dei liquidi e conseguente perdita di peso. A questo punto le foglie secche, fragilissime, tenderanno a sbriciolarsi e tali rimasugli saranno spazzati via anche dalla più leggera brezza.

In tutto ciò la gronda rimane pulita, soprattutto dalla fanghiglia che ora non può più generarsi.

 

*(Ebbene si, la terra che trovate nelle gronde non è l’effetto dell’accumulo di polvere nel tempo…!)

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Manutenzione dei tetti e delle grondaie nel condominio

Un particolare aspetto nella programmazione degli interventi ordinari di manutenzione dei tetti va posta alle grondaie ed ai loro pluviali.

Tutti consacriamo il tetto come la parte forse più importante dell’intero stabile, d’altro canto è quello che ci protegge dagli agenti atmosferici, ma poco ci interessiamo della sua corretta manutenzione negli anni.

Probabilmente a causa del fatto di non averlo esattamente sotto gli occhi, ci passa inosservato anche quanto sia importante avere un tetto sempre in buono stato.

lastrici solari, cosiddetti terrazzi, sono facilmente accessibili in genere dalle scale stesse, in quanto spesso svolgono anche il ruolo di stenditoi, zona contatori idrici ecc. e pertanto è più facile ed opportuno tenerli costantemente puliti, evitando che si otturino le bocchette di scarico con foglie e detriti. Teniamo presente che sotto il maiolicato dei terrazzi c’è la guaina impermeabilizzante, la quale crea risvolto sui verticali per un massimo di 10/15 cm, oltre i quali, nel caso di allagamento importante, l’acqua potrebbe infiltrarsi oltre creando una vera e propria pioggia negli appartamenti sottostanti.

Poi ci sono i tetti con le tegole, questi ultimi necessitano anche di maggiore attenzione, in quanto gli accadimenti a cui vengono sottoposti sono molteplici e di varia natura.

È possibile che con forti venti le tegole si spostino, oppure che, soprattutto a causa del gelo queste si spacchino. In questi casi l’infiltrazione sarà cosa imminente.

Comunque oggi la tecnologia ci assiste: operatori specializzati con i droni riescono a videofilmare anche zone inaccessibili, ad ogni palmo, evitando così costosi interventi con bracci aerei e relativo personale per poi magari accorgersi che tutto è in ordine.

 Oggi l’accesso al tetto inclinato è obbligato anche dall’uso sempre più frequente dei pannelli solari e fotovoltaici che logicamente non possono essere abbandonati a loro stessi per anni, proprio per questo è necessario programmare degli interventi di manutenzione ordinaria almeno ogni due anni. Chiaramente le tempistiche sono molto soggettive e dipendono da vari fattori, come ad esempio la vicinanza o meno di piante arboree ad alto fusto o la presenza assidua di piccioni e colombi.

Un altro elemento che spesso non viene adeguatamente considerato è costituito dalle grondaie:

Una palazzina media conta almeno un centinaio di metri lineari di grondaia nel suo perimetro, con varie calate, dette pluviali, che hanno l’importante compito di defluire l’acqua meteorica verso il basso. Le grondaie non sono concepite per sopportate grandi pesi, visto che l’acqua al loro interno dovrebbe fluire velocemente verso i pluviali, ma la presenza di fogliamenidi ed altri organici al loro interno, dando inizio ad un processo di marcescenza degli organici stessi, li trasformerà poi in una fanghiglia molto pesante che oltretutto ostruisce e limita il passaggio veloce delle acque. Tale fanghiglia (che molti erroneamente credono trasportata sui tetti dal vento) oltre a diminuire sensibilmente l’incavo della gronda, è anche un perfetto terreno di coltura per i semi delle infestanti (quelli si, trasportati dal vento o presenti nel guano deposto dai volatili) che danno poi vita ad inopportuni quanto dannosi giardini pensili.

Come dicevamo la grondaia non dovrebbe sopportare pesi eccessivi, viene tenuta in asse da quelle particolari staffe, le cicogne, posizionate circa ogni 80/100 cm l’una dall’altra e che ne garantiscono la giusta pendenza. Se queste dovessero cedere, anche se leggermente a causa del peso, creerebbero delle sfasature nell’asse dei canali di gronda facendogli così perdere la giusta pendenza e formare delle pericolose conche.

 

Oltretutto una grondaia ostruita o, peggio, danneggiata, porterebbe danni importanti alla struttura stessa del palazzo, come il distacco di parti di essa in caso di forte vento o le tipiche infiltrazioni da tracimazione con la formazione di muffe.

Va anche aggiunto che nei condomini, spesso i pluviali discendenti passano internamente ai muri e questo aumenta il rischio suddetto, oltre ad una maggior difficoltà nelle riparazioni.

 

Gli interventi di manutenzione alle grondaie pertanto non dovrebbero superare i 6 mesi / 1 anno, quindi è bene programmarli anticipatamente per evitare possibili danni futuri.

In questi casi gli interventi verranno eseguiti grazie ad apposite piattaforme aeree o da ditte specializzate in edilizia acrobatica.

Lo scovolo salvagronde Italgam è un ottimo sistema per impedire i suddetti danni e per allungare esponenzialmente gli interventi di pulitura, anche di anni.

Una volta piazzato, in maniera molto veloce e sempre in concomitanza di una pulizia dei canali, impedirà molto efficacemente a foglie, aghi di pino e anche piccioni di entrare nei canali di gronda, impedendo in tal modo quel processo di marcescenza che produce la tipica fanghiglia.

Oltre ad essere un ottimo consiglio per gli amministratori di condominio, sarà sicuramente apprezzato dai condomini, dal momento che contribuisce a ridurre i costosi interventi ordinari di pulitura.

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Come si comporta lo scovolo con tanto fogliame

Come si comporta lo scovolo con molto fogliame?

 

Nell’ipotesi abbiate uno o più grossi alberi prospicienti la vostra abitazione e magari con i rami che lambiscono le tegole, saprete bene cosa significhi essere letteralmente invasi dalle foglie!

Di fatto il fogliame o anche gli aghi di pino, non sarebbero un problema in se, sempre che il tetto sia stato fatto a regola d’arte e quindi ben coimbentato con la guaina contro l’umidità. Il vero problema sorge invece in presenza di grondaie per la raccolta e canalizzazione delle acque piovane.

In questo caso le foglie e/o gli aghi di pino, ma anche i frutti del platano o le pignette delle conifere, come gli abeti, i cedri, e i cipressi, sono una vera sciagura, in quanto vanno immediatamente a intanarsi nell’incavo accogliente dei canali di gronda e dai quali non riescono più ad uscire. All’interno dei canali, il vento, che normalmente agisce sulle tegole da perfetto spazzino, non ha lo stesso effetto, proprio a causa della depressione rispetto al piano (l’incavo delle grondaie).

 

Purtroppo tutto questo avviene generalmente al di sopra del nostro campo visivo, pertanto è facile non accorgercene o non pensarci.

A questo punto il danno è compiuto: i primi a farne le spese sono i discendenti, che vanno immediatamente ad occludersi non facendo più passare una goccia d’acqua. Subito dopo inizia il naturale processo di marcescenza del fogliame ammassato che, acqua stagnante, sole e aria, attivano attraverso la veloce riproduzione di affamatissimi enzimi aerobici, i quali iniziano la disgregazione degli organici in differenti fasi. Una di queste fasi rende il compost acido, ed è la prima causa di corrosione della lamiera, con conseguente rottura della stessa. In seguito il compost, completamente disgregato e “digerito” dagli enzimi, viene trasformato in humus: quella fanghiglia pesante che regolarmente troviamo nelle grondaie. Qualcuno crede che la terra nelle gronde sia un accumulo di polvere volatile che si deposita col tempo sulle tegole e poi viene trasportata dall’acqua nei canali. Niente di più falso, in quanto, se così fosse, ci vorrebbero dai cinque agli otto secoli per produrre la quantità di terriccio che ad esempio possiamo vedere nella foto di lato :-)) senza contare che, trattandosi di polvere, l’acqua la dilaverebbe di continuo, senza dargli la possibilità di sedimentare.

La verità è che “Nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma” come ci ricordava Lavoisier, quindi la fanghiglia che curiosamente scorgete anche al quinto piano del vostro palazzo, è causata unicamente dalla trasformazione degli organici sopra descritta.

 

DOMANDAIn presenza di grosse quantità di foglie, aghi, pignette ecc. che piovono quotidianamente in quantità industriali fino a creare veri e propri tappeti sopra le tegole, lo scovolo, adagiato nella gronda sarà comunque utile? Oppure, venendo anch’esso ricoperto, va a peggiorare ulteriormente la situazione?

 

RISPOSTA: A parte il fatto che una situazione come quella descritta difficilmente può conoscer di peggio, quel che va detto chiaramente, è che il compito dello scovolo non è l’annichilimento delle foglie, né impedire agli alberi di compiere la loro muta; ma occupando esso stesso l’area di gronda, semplicemente mantiene libero da cattivi occupanti il canale, favorendo in tal modo un normale scorrimento dell’acqua verso i pluviali. Quindi, se fuori, sulle tegole e anche sopra lo scovolo, ci fosse una valanga di foglie (che per inciso va detto, andrebbe periodicamente ripulita), queste non potrebbero comunque impedire alla pioggia di seguire la pendenza del tetto verso la grondaia, la quale però, a questo punto è almeno libera di raccogliere e smaltire l’acqua che inevitabilmente vi si riversa. L’acqua si sa, trova comunque la strada per infiltrarsi, anche sotto cumuli di foglie o di aghi, e soprattutto per l’elevata pendenza del tetto viaggia velocemente verso la gronda. È pertanto nella gronda che ha poca pendenza, che rallentando non deve trovare ostacoli o cumuli di fango che la trattengano. Per questo c’è lo scovolo salvagronde!

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Come si forma la fanghiglia nelle grondaie

La trasformazione chimico/biologica dell’organico in humus

 

Spesso notiamo abbondanti cumuli di terra pesante e umida nelle nostre gronde. Questo fango non solo limita, spesso quasi totalmente, lo scorrere delle acque piovane che inevitabilmente tracimano a cascata, ma è anche un ottimo terreno di coltura per i semi trasportati dal vento. Ecco quindi che vediamo spuntare un rigoglioso giardino pensile dal nostro tetto; che non esattamente ricorda Babilonia!

Ma come è possibile che tutta quella terra, a volte veramente molta, sia arrivata fin oltre i nove metri di altezza? Eppure la terra non vola! Nemmeno è pensabile sia semplice polvere trasportata dall’acqua o dal vento, accumulatasi nel tempo. Ci vorrebbero secoli!

La risposta la troviamo nei processi biologici.

Le grondaie sono un perfetto ricettacolo di foglie secche, aghi di pino, piccoli rametti e spesso nidi di uccello. Tutta materia organica! Tale materia col tempo subisce un processo di marcescenza che, passando varie fasi, si trasforma in un ottimo terreno di coltura: il cosiddetto humus. In una delle fasi di trasformazione oltretutto, si produce acido, esattamente lo stesso che, con il tempo, corrode la lamiera delle gronde fino a bucarle!

“Nulla si crea e nulla si distrugge, ma tutto si trasforma”  tentava di spiegarci il buon Lavoisier nel ‘700, e aveva perfettamente ragione: la sostanza organica, attraverso il processo biologico, diventa terra, o meglio, pesante fango pronto ad ospitare nuovi semi e offrire nuova vita!

Grandioso e perfetto dal punto di vista naturale, magari però… meglio se fuori dalle nostre gronde.

Quindi come possiamo evitare tutto questo? Semplice, lo scovolo salvagronde Italgam adagiato all’interno delle gronde, evitando di far passare foglie, aghi, nidi ecc. impedisce di fatto l’avvio del suddetto processo e quindi la formazione del fango.

Con lo scovolo solo l’acqua riesce a passare libera e le foglie restano fuori.

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Come prendere la giusta misura di scovolo

È importante capire quale sia la dimensione di scovolo giusta per la nostra grondaia. Gli scovoli vengono prodotti in 4 diametri e due lunghezze differenti: 80mm – 100mm – 120mm – 150mm e con lunghezza lineare di 3 metri o 1 metro. Questo per adattarsi ad ogni misura possibile di grondaia o canalina grigliata da pavimento. Come si può notare dall’immagine sopra, la misura che dovremo considerare è quella all’apice, internamente alla gronda. L’eventuale bordo finale non deve preoccuparci,…

 

Come si può notare dall’immagine a fianco, la misura che dovremo considerare è quella all’apice, internamente alla gronda. L’eventuale bordo finale non deve preoccuparci, anzi, garantirà eventualmente una maggiore ermeticità al passaggio del fogliame. Teniamo sempre presente che lo scovolo in polipropilene è elastico e può quindi adattarsi senza problemi alle particolari forme a cui aderisce.

Possono capitare però delle gronde fuori misura, in tal caso anche la dimensione massima di scovolo (150mm) non sarebbe sufficiente a chiudere perfettamente eventuali spazi laterali. In questa ipotesi, visto che la macchina scovolatrice non riuscirebbe a produrre misure maggiori, la soluzione, peraltro ampiamente sperimentata e funzionale, è quella di appaiare in senso orizzontale due scovoli, magari di diametri differenti per raggiungere la misura necessaria. Chiaramente non andremo a considerare la somma strettamente matematica delle due misure, ma dovremo tener conto che le setole, intersecandosi tra loro, riducono di fatto i loro diametri originali.

Facendo un esempio pratico possiamo dire che una gronda larga all’apice 20/21 cm può essere perfettamente chiusa da due scovoli incastrati tra loro di 150mm e 100mm di diametro. In questo caso la spesa da affrontare sarà maggiore, ma certamente verrete trattati molto bene sull’acquisto dei doppioni! State sereni. L’importante anche per noi è che  risolviate il problema.

Altra considerazione da fare è che se lo scovolo, per la particolare conformazione della grondaia, non dovesse toccare il fondo non è affatto un problema, mentre se all’apice sborda in alto qualche centimetro è anche meglio.

 

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Pulizia delle grondaie. Manutenzione ordinaria o straordinaria?

Andiamo a capire quanto sia importante una corretta manutenzione dei canali di gronda e dei relativi discendenti pluviali.

L’errore più grande che si possa fare è quello di ritenere il tetto di casa, con la sua struttura di canali perimetrali per il deflusso delle acque meteoriche, qualcosa che, una volta terminata la costruzione, non ci riguarda più …in fondo neanche lo vediamo! 

Il tetto a falde inclinate, ricoperto da tegole, è soggetto continuamente ad attacchi da parte non solo degli agenti atmosferici, come piogge, neve, grandine e qualche volta fulmini, ma anche dai volatili con il loro guano e dagli organici portati dal vento, quali foglie, aghi di pino e con questi naturalmente, resina. Un’altro rischio che causa sovente infiltrazioni, è lo spostamento o la rottura accidentale delle tegole. Vanno pertanto controllate ed eventualmente riposizionate nella loro sede o sostituite. Capita anche che pipistrelli o topi ci facciano sotto il nido, forzando loro stessi lo spostamento delle tegole.

Il fatto che tutto questo non sia costantemente sotto i nostri occhi, non gli impedisce di logorare, a volte irrimediabilmente, quella parte di casa che ci fa sentire riparati e protetti e che, solo quando viene danneggiata, ci rendiamo conto dell’importanza che ricopre.

Le tegole vengono col tempo aggredite dal muschio che, per sua natura, trattiene umidità e sporcizia, nonché rappresenta un estremo pericolo, in quanto mettendoci un piede sopra è facilissimo scivolare! 

Le grondaie poi, grazie alla loro forma incava e totalmente aperta, sono il ricettacolo di ogni cosa voli, con le ali o con il vento. In questo caso la fisica crea oltretutto un effetto indesiderato: il vento, per quanto forte, non riesce ad avere effetto nell’interno di questa depressione, pertanto non può nulla al fine di ripulire i canali da foglie o detriti infilatisi; facciamo spesso caso che le tegole sono pulite mentre le grondaie traboccano di sporcizia, la quale, nel naturale processo di marcescenza, forma quegli acidi che intaccano le lamiere, forando irrimediabilmente la gronda. Il problema maggiore però rimangono i pluviali, o discendenti della gronda i quali, se ostruiti possono facilmente causare infiltrazioni nell’abitazione e sono peraltro difficili da disostruire, soprattutto se hanno curve o doppie curve.

Quanto costa pulire la grondaia?

Quindi abbiamo ben capito che, se pur non essendo in bella vista, il tetto con le

sue grondaie va periodicamente tenuto pulito per la sua massima efficienza.

In questi casi la vera differenza, soprattutto economica, della manutenzione,  la fa l’altezza, in quanto dover raggiungere un tetto alto tre metri è una cosa, ma ben altra questione è il dover arrivare su tetti che sono ad una altezza dai nove metri in su. Esistono ditte specializzate per questi interventi ed è consigliabile rivolgersi a loro che hanno esperienza e strumenti adatti, anziché propendere per il più economico ma pericoloso fai da te. 

 

I costi generalmente variano da un minimo di 250 euro fino ad oltre 1.000 euro manodopera e piattaforma aerea comprese, mediamente comunque se ne spendono 400. Chiaramente troverete anche chi si contenta di meno, ma attenzione ai rischi di far operare persone a metri di altezza

senza quegli accorgimenti nella prevenzione che forniscono un ragionevole grado di protezione contro la possibilità del verificarsi di un evento pericoloso per la salute di chi lo svolge.

Ogni quanto effettuare la pulizia delle grondaie?

È lampante a questo punto che non possiamo definire questi interventi come “manutenzione straordinaria” ma, vanno considerati come attività periodiche dell’abitazione mettendo in conto interventi possibilmente programmati a tavolino. Ogni quanto tempo, poi varia a seconda di vari fattori.

 Logico è che la parte più delicata sono proprio le grondaie con i suoi discendenti, soprattutto se ci sono nei dintorni alberi o se mai i canali fossero terreno di battaglia di piccioni e colombi! In questo caso lo scovolo salvagronde Italgam può ridurre drasticamente i problemi menzionati e pertanto gli interventi: oltre ad essere un perfetto dissuasore per colombi e piccioni, i quali temono tutto ciò che non è rigido e stabile (quindi con lo scovolo le zampe dentro non ce le mettono più), è oltretutto un ottimo discriminatore di materiali solidi, lasciando fluire solo la pioggia. Abbiamo calcolato che su di una casa di medie dimensioni, il costo dell’acquisto e messa in opera dello scovolo, è pari pressappoco a quello di un normale intervento con macchinari ed operai per la pulizia di routine delle grondaie. Ma una volta montati gli scovoli e fatta un’ultima volta la spesa, non ci si pensa più.

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Danni causati dall’intasamento delle grondaie

Le foglie, gli aghi di pino, i piccioni e i colombi, sono tutti agenti che mettono a rischio il buon funzionamento delle grondaie, dei pluviali e di tutti i canali di scarico delle acque meteoriche.

 

Spesso i danni sono ingenti, con umidità e condizioni insalubri direttamente negli appartamenti.

Invece di parlarne in maniera teorica, questa volta preferisco allegare fatti realmente accaduti:

 

Abito in un condominio al terzo e ultimo piano. Da un mese si sono verificate infiltrazioni di acqua piovana che  hanno danneggiato il soffitto del mio appartamento. Ho avvisato tempestivamente l’amministratore che fatto un sopralluogo con un geometra il quale ha stabilito che bisogna cambiare il “messicano” (che e’ quella sorta di imbuto che convoglia l’acqua piovana alla grondaia). Premetto che nel mio condominio c’e’ una persona che ha la maggioranza nell’assemblea essendo proprietaria della maggioranza degli appartamenti. Tale persona si oppone all’esecuzione dei lavori perché considera il preventivo troppo alto. A distanza di un mese dalla mia segnalazione il danno al mio appartamento persiste e peggiora ad ogni pioggia nonostante le mie continue telefonate all’amministratore che tergiversa…

 

da circa tre anni segnalavo (riportato anche nel verbale delle assemblee che si sono succedute) un’infiltrazione dal canale di gronda verso il mio appartamento creandomi dei danni. durante gli acquazzoni di fine estate 2013 la questione si è aggravata ed oltre ad aumentare i danni(intonaco deteriorato, muffa ecc.) si è staccato anche un pezzo d’intonaco.

a quel punto ho telefonato ad alcune imprese e solo due hanno risposto con un preventivo e vista l’urgenza ho inviato una mail all’amministratore esortandolo a dare disposizioni per far fare i lavori. non essendoci altri preventivi e vista l’urgenza l’amministratore ha dato l’ok ai lavori e sono stati finalmente eseguiti. nei lavori, benché non siano stati contemplati, il muratore è stato comprensivo e mi ha ripristinato almeno la parte immediatamente sotto l’infiltrazione (quello in distacco) mentre ho fatto lasciar fuori il resto e l’ho fatto a mie spese…”

 

“Circa 8 gg fa ho avuto infiltrazioni d’acqua nel mio appartamento a causa, suppongo, della grondaia intasata (credo da escrementi o addirittura carcasse di piccioni) che non lascia defluire l’acqua (ho constatato dal basso che nonostante le piogge fossero smesse, la grondaia gocciolava a lento rilascio idrico). Chiaramente ho avvisato tempestivamente l’amministratore, il quale è venuto per un controllo e si è premurato a contattare un’azienda per la pulizia della stessa, ma il tutto non poteva essere subitaneo ( vuoi perché il tetto era bagnato e le piogge imperversavano e vuoi anche per la mancanza di disponibilità immediata dell’azienda). Sono già trascorsi 11 giorni da allora…”

Fonte: Studio legale D’Auria

 

In considerazione quindi di ciò a cui si andrebbe incontro in casi del genere, la Italgam scovoli salvagronde propone il suo innovativo prodotto (Clicca sopra per vedere le offerte)

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Con lo scovolo e senza

Il compito svolto dallo scovolo una volta posizionato.

Come si può evincere dall’immagine, il compito  svolto dallo scovolo una volta posizionato dentro la grondaia è di notevole utilità. Con lo scovolo salvagronde ITALGAM potrete dire addio ai costanti interventi di manutenzione, armati di scale, trabattelli o piattaforme aeree per disostruire grondaie e discendenti, o peggio ancora, agli interventi straordinari sulle colonne di scarico murate dei condomini. Lo scovolo salvagronde ITALGAM, una volta posizionato, svolgerà in silenzio il suo meraviglioso compito di protezione delle grondaie per tutta la vita! Ricordiamo che il nostro scovolo salvagronde è in polipropilene della miglior qualità con trattamento anti-UV, mentre l’anima centrale è in acciaio inox antiruggine e anticorrosione. Lo scovolo è un vero portento nell’allontanare i piccioni in modo naturale ed evitare così tutti i problemi legati al loro guano.

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Conviene acquistare lo scovolo?

Ma conviene acquistare lo scovolo proteggi gronde?

 

Visto dalla parte del consumatore.

Ponenndoci dal punto di vista del consumatore, cerchiamo di capire se l’acquisto dello scovolo salvagronde Italgam è veramente un vantaggio in termini economici.

Per capirlo dovremmo porci le seguenti due domande:

1) Quanto mi costa metterlo su tutte le mie grondaie?

2) Quanto mi costa NON metterlo?

 

1)Alla prima domanda possiamo dare una risposta approssimativa, dato che non conosciamo la metratura esatta delle gronde di casa vostra, ma possiamo comunque formulare un’ipotesi generica. Prendendo ad esempio una villetta unifamiliare tipo, è possibile ipotizzare una lunghezza massima di 40 metri lineari di gronda. Poniamo anche il caso che la gronda in questione sia della misura più ampia, dove quindi andrebbe alloggiato lo scovolo di maggior diametro e maggior costo: 150mm.

A questo punto il conto è presto fatto: lo scovolo più grande che Italgam produce di serie costa Euro 8,30 al metro lineare, quindi, 8,30 x 40= Euro 332,00.

 

2) Per rispondere alla seconda domanda dobbiamo invece ipotizzare almeno un intervento all’anno per la pulizia e lo svuotamento delle gronde da detriti e fanghiglia, formatisi dalla presenza di fogliame, aghi di pino, nidi ecc. Tenete presente che se non si fanno tali interventi, in capo a qualche anno dovrete sostituire proprio le gronde, che a causa del peso dei fanghi formatisi dalla marcescenza degli organici presenti (humus) e delle infestanti che ci nascono dentro, o per il fatto che tale processo di marcescenza produce sostanze acide che corrodono il metallo, si sfonderanno e non svolgeranno più il loro compito.

Come dicevamo, tali periodici interventi se necessitano di una piattaforma aerea carrabile per il sollevamento di persone, oppure se tali persone dovranno arrampicarsi o calarsi a livello gronde con scale o funi (il che implica un rischio elevato che si fanno ben pagare), avranno dei costi notevoli che devono essere messi in conto tutti gli anni. Ad esempio il noleggio di una piattaforma di sollevamento con cestello porta persone non costa mai meno di 600 euro a giornata, a cui va aggiunto il costo dell’operaio che svolge la pulizia. Ma… se a questo operaio chiedessimo, man mano che effettua la pulitura, di posizionare lo scovolo all’interno della grondaia? Ci avete pensato bene? Da quel momento in poi la spesa obbligatoria annuale, se non addirittura semestrale, diventa un lontano ricordo e potrete decidere di spendere quei soldi risparmiati in altri modi.

 

Pertanto tiriamo le somme: una spesa massima di 332 euro una tantum per l’aquisto degli scovoli, a fronte di una spesa più che doppia almeno ogni anno per la manutenzione delle grondaie.

A voi l’ardua sentenza!

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Come pulire le gronde

Pulizia delle grondaie, lavoro oneroso ma indispensabile.

 

Una volta raggiunta la grondaia, facendo sempre attenzione ad essere ben saldi, si tratta di pulirla dai detriti accumulati.

Il fogliame accumulato nel tempo nell’incavo della gronda, tende a marcire producendo una fanghiglia nera che si deposita compatta sul fondo e diminuendone chiaramente la capacità. Su questo humus che si è creato vengono trasportati dal vento o dagli uccelli anche i semi di piante infestanti le quali, trovando il substrato adatto, iniziano a germogliare rigogliosi, ostruendo ulteriormente la gronda.

 

Armiamoci quindi di guanti da lavoro, una paletta con manico stretta e lunga, una spatola con setole metalliche e buona pazienza per raschiare tutta la sporcizia, riponendola in un secchio o in sacchetti che getteremo in seguito*

*n.b. non vanno utilizzati sacchi grandi per via del peso. Tenete sempre conto che siete arrampicati in quota.

Nello svolgere tale operazione facciamo attenzione a tappare prima con uno straccio l’imbocco del discendente, evitando in tal modo che la sporcizia ci finisca dentro. Indispensabile dopo, ricordarsi di togliere il tappo!

Attenzione se nella pulizia ci si imbatte nel guano di piccione o volatili in genere. In questo caso proteggere occhi e vie respiratorie con occhiali e mascherina, soprattutto se il guano risulta essere secco!

 

A lavoro terminato e se il tetto è ad una altezza consentita, si potrebbe far scorrere acqua all’interno della grondaia per eliminare anche i residui più piccoli.

Chiaramente stendendo all’interno della grondaia gli scovoli salvagronde Italgam, il problema si risolve e la noiosa pulizia diventa solo un ricordo. Va anche detto che lo scovolo è tra i migliori dissuasori per piccioni nelle grondaie e intorno ai pannelli termici e fotovoltaici. In questo caso lo scovolo permette agevolmente il passaggio dell’acqua anche in grandi volumi, ma trattiene di fatto ogni detrito solido, il quale verrà spazzato oltre la gronda proprio dal flusso dell’acqua.