Pubblicato il Lascia un commento

Cosa accade se le foglie si incastrano nelle setole

Foglie o aghi di pino incastrati tra le setole non limitano assolutamente il passaggio ed il veloce scorrimento delle acque meteoriche nel canale.

 

Dopo aver ripulito per bene il canale di gronda ed aver montato lo scovolo, ci accorgiamo che le foglie, pur non annidandosi più nell’incavo semicircolare o quadrato della grondaia, si incastrano tra le setole dello scovolo stesso!

E ora cosa succederà? La risposta è: assolutamente nulla!

Scopriamo come avviene esattamente il processo:

Il tappeto di foglie che si accumulava in precedenza nel letto di gronda, con l’acqua che lo stesso tratteneva e gli altri agenti atmosferici, davano inizio al cosiddetto processo di marcescenza che col tempo lo tramutava in humus: la fanghiglia spesso presente nelle gronde dove oltretutto nascono rigogliose le piante infestanti.* Ora che questo non può più accadere, le foglie che rimangono qua e la tra le setole e non ancora spazzate via dal vento non possono più subire  il processo di marcescenza sopra descritto, per l’assenza in questo caso dell’acqua stagnante. Pertanto, subiranno una normale essiccazione, con perdita dei liquidi e conseguente perdita di peso. A questo punto le foglie secche, fragilissime, tenderanno a sbriciolarsi e tali rimasugli saranno spazzati via anche dalla più leggera brezza.

In tutto ciò la gronda rimane pulita, soprattutto dalla fanghiglia che ora non può più generarsi.

 

*(Ebbene si, la terra che trovate nelle gronde non è l’effetto dell’accumulo di polvere nel tempo…!)

Pubblicato il Lascia un commento

Pini e aghi di pino che intasano le grondaie

Danni causati dal pino domestico. Aghi che intasano le grondaie

Una valida soluzione, per quanto riguarda le grondaie e le canalette grigliate, è offerta dallo scovolo salvagronde Italgam, il quale, una volta posizionato lungo il canale delle grondaie o le canalette rasoterra grigliate di raccolta delle acque meteoriche, crea un infallibile filtro che, pur facendo scorrere l’acqua in abbondanza, blocca tutte le tipologie di organici, compresi gli aghi di pino e le pigne. Anche se gli aghi di pino si incastrano tra le setole in polipropilene dello scovolo salvagronde, questo non riduce l’efficacia dello stesso, neutralizzando sul nascere la possibilità di ostruzione dei canali di gronda e dei loro discendenti.

 

In più lo scovolo è un perfetto dissuasore per volatili nelle grondaie.

Gli uccelli riescono a poggiarsi praticamente ovunque, ma hanno necessariamente bisogno di un appoggio saldo che non può offrirgli lo scovolo con le sue setole mobili, pertanto piccioni e colombi cambieranno presto la loro abitudine di svolazzare nelle vostre grondaie, scegliendo luoghi per loro più consoni.

Il pino domestico (Pinus pinea) è una pianta sempreverde, resinosa, con foglie aghiformi, diffusa in tutto il bacino del mediterraneo dove forma vasti boschi (pinete).

Purtroppo, per una scelta poco lungimirante in tempi passati, questa pianta veniva proposta, anzi consigliata anche nel tessuto densamente urbano dove col tempo è stata largamente utilizzata ma, dove chiaramente è risultata poi dannosa. Si perché il pino, anche se ci sembra una pianta domestica e tutti ormai siamo così abituati a concepirlo, mal si pone a fianco di strade, muri ed abitazioni, ai quali crea spesso non pochi problemi.

Le caratteristiche di questa maestosa pianta, diventano infatti del tutto negative se tradotte in ambito urbano.

 

Il pino ha radici poco profonde ma che si allargano molto distanti dal tronco, in genere creando nel sottosuolo, una X con l’apparato fogliare esterno: tanto si allargano rami e fronde sopra, tanto si sviluppano le radici al di sotto. Tali radici, essendo per l’appunto superficiali, rialzano facilmente lo strato di asfalto delle strade, dissestano muri di cinta e spesso provocano infiltrazioni nelle fondamenta delle case. Oltretutto, con radici così poco penetranti nel terreno, se la pianta non viene costantemente potata, il peso e l’ampiezza dell’apparato apicale che fa anche da enorme vela, può contribuire al suo accidentale abbattimento in caso di venti molto forti, con tutti i rischi immaginabili in ambito cittadino.

 

Un altro pericolo è quello igenico-sanitario dovuto ai bruchi delle processionarie.

In estate gli esemplari adulti prediligono queste piante per costruirvi i loro bozzoli pieni di larve.  


 

In primavera ne fuoriescono i bruchi che rappresentano una seria minaccia per la salute dell’uomo e per quella degli animali domestici, attraverso i loro peli urticanti che sono causa di forti allergie.

 

Il pino, come tutti i sempreverdi, non si limita a sfogliare solo in un determinato periodo dell’anno, l’autunno, ma getta e riproduce i suoi aghi praticamente in ogni stagione, con un rallentamento solo invernale. Poi ci sono le pigne, anche loro cadenti, e quando ancora verdi sono pure molto pesanti. Tenendo conto che un pino adulto può raggiungere un’altezza di 25 metri possiamo immaginare il pericolo!

Tali aghi, per la loro peculiare conformazione si insinuano dappertutto, andando spesso ad occludere le griglie di raccolta delle acque piovane e i canali di gronda delle nostre abitazioni. La particolarità è che essi non galleggiano, pertanto sono i primi che vanno ad infilarsi nei discendenti dei pluviali creando un tappo perfetto.   

 

Una valida soluzione, per quanto riguarda le grondaie e le canalette grigliate, è offerta dallo scovolo salvagronde Italgam, il quale, una volta posizionato lungo il canale delle grondaie o le canalette rasoterra grigliate di raccolta delle acque meteoriche, crea un infallibile filtro che, pur facendo scorrere l’acqua in abbondanza, blocca tutte le tipologie di organici, compresi gli aghi di pino e le pigne. Anche se gli aghi di pino si incastrano tra le setole in polipropilene dello scovolo salvagronde, questo non riduce l’efficacia dello stesso, neutralizzando sul nascere la possibilità di ostruzione dei canali di gronda e dei loro discendenti.

 

In più lo scovolo è un perfetto dissuasore per volatili nelle grondaie.

Gli uccelli riescono a poggiarsi praticamente ovunque, ma hanno necessariamente bisogno di un appoggio saldo che non può offrirgli lo scovolo con le sue setole mobili, pertanto piccioni e colombi cambieranno presto la loro abitudine di svolazzare nelle vostre grondaie, scegliendo luoghi per loro più consoni.

Pubblicato il Lascia un commento

Come si comporta lo scovolo con tanto fogliame

Come si comporta lo scovolo con molto fogliame?

 

Nell’ipotesi abbiate uno o più grossi alberi prospicienti la vostra abitazione e magari con i rami che lambiscono le tegole, saprete bene cosa significhi essere letteralmente invasi dalle foglie!

Di fatto il fogliame o anche gli aghi di pino, non sarebbero un problema in se, sempre che il tetto sia stato fatto a regola d’arte e quindi ben coimbentato con la guaina contro l’umidità. Il vero problema sorge invece in presenza di grondaie per la raccolta e canalizzazione delle acque piovane.

In questo caso le foglie e/o gli aghi di pino, ma anche i frutti del platano o le pignette delle conifere, come gli abeti, i cedri, e i cipressi, sono una vera sciagura, in quanto vanno immediatamente a intanarsi nell’incavo accogliente dei canali di gronda e dai quali non riescono più ad uscire. All’interno dei canali, il vento, che normalmente agisce sulle tegole da perfetto spazzino, non ha lo stesso effetto, proprio a causa della depressione rispetto al piano (l’incavo delle grondaie).

 

Purtroppo tutto questo avviene generalmente al di sopra del nostro campo visivo, pertanto è facile non accorgercene o non pensarci.

A questo punto il danno è compiuto: i primi a farne le spese sono i discendenti, che vanno immediatamente ad occludersi non facendo più passare una goccia d’acqua. Subito dopo inizia il naturale processo di marcescenza del fogliame ammassato che, acqua stagnante, sole e aria, attivano attraverso la veloce riproduzione di affamatissimi enzimi aerobici, i quali iniziano la disgregazione degli organici in differenti fasi. Una di queste fasi rende il compost acido, ed è la prima causa di corrosione della lamiera, con conseguente rottura della stessa. In seguito il compost, completamente disgregato e “digerito” dagli enzimi, viene trasformato in humus: quella fanghiglia pesante che regolarmente troviamo nelle grondaie. Qualcuno crede che la terra nelle gronde sia un accumulo di polvere volatile che si deposita col tempo sulle tegole e poi viene trasportata dall’acqua nei canali. Niente di più falso, in quanto, se così fosse, ci vorrebbero dai cinque agli otto secoli per produrre la quantità di terriccio che ad esempio possiamo vedere nella foto di lato :-)) senza contare che, trattandosi di polvere, l’acqua la dilaverebbe di continuo, senza dargli la possibilità di sedimentare.

La verità è che “Nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma” come ci ricordava Lavoisier, quindi la fanghiglia che curiosamente scorgete anche al quinto piano del vostro palazzo, è causata unicamente dalla trasformazione degli organici sopra descritta.

 

DOMANDAIn presenza di grosse quantità di foglie, aghi, pignette ecc. che piovono quotidianamente in quantità industriali fino a creare veri e propri tappeti sopra le tegole, lo scovolo, adagiato nella gronda sarà comunque utile? Oppure, venendo anch’esso ricoperto, va a peggiorare ulteriormente la situazione?

 

RISPOSTA: A parte il fatto che una situazione come quella descritta difficilmente può conoscer di peggio, quel che va detto chiaramente, è che il compito dello scovolo non è l’annichilimento delle foglie, né impedire agli alberi di compiere la loro muta; ma occupando esso stesso l’area di gronda, semplicemente mantiene libero da cattivi occupanti il canale, favorendo in tal modo un normale scorrimento dell’acqua verso i pluviali. Quindi, se fuori, sulle tegole e anche sopra lo scovolo, ci fosse una valanga di foglie (che per inciso va detto, andrebbe periodicamente ripulita), queste non potrebbero comunque impedire alla pioggia di seguire la pendenza del tetto verso la grondaia, la quale però, a questo punto è almeno libera di raccogliere e smaltire l’acqua che inevitabilmente vi si riversa. L’acqua si sa, trova comunque la strada per infiltrarsi, anche sotto cumuli di foglie o di aghi, e soprattutto per l’elevata pendenza del tetto viaggia velocemente verso la gronda. È pertanto nella gronda che ha poca pendenza, che rallentando non deve trovare ostacoli o cumuli di fango che la trattengano. Per questo c’è lo scovolo salvagronde!

Pubblicato il Lascia un commento

Cosa rimane dopo un anno di utilizzo

Nella foto lo scovolo dopo un anno dal posizionamento.

 

Ecco come appare lo scovolo dopo un anno dal posizionamento. Chiaramente una piccola quantità di residui si insinua tra le setole, ma la cosa non crea alcun problema al passaggio delle acque piovane e soprattutto la gronda rimane sempre libera e pulita. Tutto il resto invece, spazzato via dal vento! Ricordiamoci che lo scovolo è velocemente posizionabile ed altrettanto velocemente rimovibile per scrollarlo dai residui eventualmente presenti, nei rari casi in cui ce ne fosse necessità. Ci hanno chiesto cosa accade nel caso di caduta di grosse quantità di foglie, ma anche soprattutto di aghi di pino sul tetto e di conseguenza sullo scovolo che il vento non riesce a spazzar via: ribadiamo che lo scovolo non ha la capacità di impedire la caducità del fogliame e nemmeno di dissolverlo nel nulla, lo scovolo impedisce che tali organici si annidino nell’incavo della gronda, ove altrimenti darebbero inizio al normale processo di marcescenza che si tradurrebbe in seguito nella ben conosciuta fanghiglia pesante di cui conosciamo gli effetti. Pertanto se foglie o aghi di pino non dovessero esser spazzati via dal vento, ma creassero un tappeto sulle tegole e sullo scovolo, non impedirebbero comunque lo scorrimento della pioggia sulle tegole e verso la gronda che troverebbero libera e pulita sempre. In tali casi si consiglia comunque di tanto in tanto la pulizia del tetto per non arrivare a formare dei veri e propri covoni.

Pubblicato il Lascia un commento

Pulire le gronde dal guano dei piccioni

Pulire le gronde dal guano dei piccioni- funzionalità dei dissuasori

Guano di piccione nelle grondaie e sistemi dissuasori per volatili

Pulire le gronde dal guano dei piccioni- funzionalità dei dissuasori

Tutto l’anno, ma soprattutto in estate e in autunno, la presenza dei piccioni e del loro guano risulta molto fastidiosa, oltre ad essere altamente nociva. Il guano è, oggi come oggi, una problematica molto comune per molti edifici nel centro città.
Va ricordato che il guano di piccione è portatore di numerosi agenti patogeni e parassiti, come ad esempio pulci e zecche, a loro volta capaci di trasmettere malattie infettive altamente pericolose. Nel caso il guano si accumuli in zone come sottotetti, balconi, terrazze non è da sottovalutare anche il pericolo strutturale degli edifici infestati.

 

 

Per i motivi sopra riportati è tassativo l’uso di guanti gommati, di mascherina ed occhiali da lavoro quando si opera la pulizia. Il materiale raccolto va necessariamente messo in contenitori sigillati per poi chiamare una ditta specializzata allo smaltimento di materiali inquinanti. A tal proposito potrà venirvi in aiuto l’isola ecologica zonale o l’ufficio d’igiene del vostro Comune di appartenenza
Il guano accumulato genera alti tassi di umidità e può arrivare a pesare oltre 800 kg per ogni metro cubo, e questo comporta, per superfici molto ampie, tonnellate di peso che gravano sulla struttura dell’edificio. Il guano di piccione è anche causa di degrado urbano,  essendo una sostanza con capacità corrosiva, può generare danni alle strutture e all’arredo urbano.
È paradossale vedere un albero crescere su una grondaia, ma, anche se sembra incredibile, abbiamo visto anche questo. La grondaia non è un giardino, ma serve per evitare che l’acqua piovana si infiltri negli appartamenti sottostanti creando gravi danni. Possiamo immaginare per quanto tempo i proprietari di un certo condominio non abbiano eseguito un controllo del tetto e delle grondaie: per aver dato la possibilità di crescere addirittura ad un albero, il seme deve aver trovato un terreno ben fertile come il guano di piccione.

Allora cosa fare? 

Purtroppo alcune soluzioni studiate appositamente per scacciare i piccioni dal tetto  non sono poi risultate efficaci. Invece una soluzione definitiva per scacciare i piccioni dal tetto, sempre dopo aver ben bene ripulito i canali di gronda e smaltito correttamente il guano raccolto (esistono ditte specializzate a questo scopo), è lo scovolo salva gronde Italgam! Una volta piazzato, dissuade i volatili ad annidarsi nell’incavo della grondaia e a posarsi sulle setole instabili e questo disturbo li allontanerebbe istintivamente dal vostro tetto, alla ricerca di luoghi più “comodi”. Indubbiamente lo scovolo salvagronde Italgam risulta essere ad oggi il miglior metodo per allontanare i piccioni presente sul mercato.

Pubblicato il Lascia un commento

Come pulire le canalette grigliate

Questa operazione è senz’altro più agevole, foss’altro per il fatto che si lavora a terra.

 

Dapprima apriamo tutte le griglie e posizioniamole di fronte alla canaletta rispettando la posizione ed il verso originari, in modo di rimetterle possibilmente nella stessa posizione. È consigliabile far questo perché a volte le griglie, magari con il passaggio delle vetture, si viziano nella forma e poi si rischia che dondolino.

La pulizia avviene similarmente alle grondaie ed anche gli attrezzi da usare sono gli stessi. Volendo esistono anche palette e strumenti specifici per questo lavoro, le possiamo trovare presso le grandi ferramenta ben fornite. Se aveste intenzione di usare un bidone aspiratutto, fate ben attenzione che sia del tipo anche aspiraliquidi. Ricordiamoci sempre dei guanti e facciamo attenzione a ragni e scorpioni. Al termine della pulizia è consigliabile passare un getto d’acqua a pressione, con particolare cura nel liberare dai detriti le sedi di appoggio delle griglie.

 

Anche qui, una volta effettuata la pulizia e l’eventuale disistruzione del foro di uscita, possiamo posizionare gli scovoli salvacanaline Italgam in modo tale da impedire nel futuro l’accumulo di sporcizia intasante, scongiurando così, nell’eventualità di un forte temporale, la tracimazione delle acque con il conseguente allagamento dei locali attigui.

 

Prendiamo le misure interne della canalina (profondità e larghezza), dopo di che stendiamo all’interno la giusta dimensione dello scovolo salvacanaline e richiudiamo con le griglie. Il gioco è fatto!

Pubblicato il Lascia un commento

Con lo scovolo e senza

Il compito svolto dallo scovolo una volta posizionato.

Come si può evincere dall’immagine, il compito  svolto dallo scovolo una volta posizionato dentro la grondaia è di notevole utilità. Con lo scovolo salvagronde ITALGAM potrete dire addio ai costanti interventi di manutenzione, armati di scale, trabattelli o piattaforme aeree per disostruire grondaie e discendenti, o peggio ancora, agli interventi straordinari sulle colonne di scarico murate dei condomini. Lo scovolo salvagronde ITALGAM, una volta posizionato, svolgerà in silenzio il suo meraviglioso compito di protezione delle grondaie per tutta la vita! Ricordiamo che il nostro scovolo salvagronde è in polipropilene della miglior qualità con trattamento anti-UV, mentre l’anima centrale è in acciaio inox antiruggine e anticorrosione. Lo scovolo è un vero portento nell’allontanare i piccioni in modo naturale ed evitare così tutti i problemi legati al loro guano.

Pubblicato il Lascia un commento

Conviene acquistare lo scovolo?

Ma conviene acquistare lo scovolo proteggi gronde?

 

Visto dalla parte del consumatore.

Ponenndoci dal punto di vista del consumatore, cerchiamo di capire se l’acquisto dello scovolo salvagronde Italgam è veramente un vantaggio in termini economici.

Per capirlo dovremmo porci le seguenti due domande:

1) Quanto mi costa metterlo su tutte le mie grondaie?

2) Quanto mi costa NON metterlo?

 

1)Alla prima domanda possiamo dare una risposta approssimativa, dato che non conosciamo la metratura esatta delle gronde di casa vostra, ma possiamo comunque formulare un’ipotesi generica. Prendendo ad esempio una villetta unifamiliare tipo, è possibile ipotizzare una lunghezza massima di 40 metri lineari di gronda. Poniamo anche il caso che la gronda in questione sia della misura più ampia, dove quindi andrebbe alloggiato lo scovolo di maggior diametro e maggior costo: 150mm.

A questo punto il conto è presto fatto: lo scovolo più grande che Italgam produce di serie costa Euro 8,30 al metro lineare, quindi, 8,30 x 40= Euro 332,00.

 

2) Per rispondere alla seconda domanda dobbiamo invece ipotizzare almeno un intervento all’anno per la pulizia e lo svuotamento delle gronde da detriti e fanghiglia, formatisi dalla presenza di fogliame, aghi di pino, nidi ecc. Tenete presente che se non si fanno tali interventi, in capo a qualche anno dovrete sostituire proprio le gronde, che a causa del peso dei fanghi formatisi dalla marcescenza degli organici presenti (humus) e delle infestanti che ci nascono dentro, o per il fatto che tale processo di marcescenza produce sostanze acide che corrodono il metallo, si sfonderanno e non svolgeranno più il loro compito.

Come dicevamo, tali periodici interventi se necessitano di una piattaforma aerea carrabile per il sollevamento di persone, oppure se tali persone dovranno arrampicarsi o calarsi a livello gronde con scale o funi (il che implica un rischio elevato che si fanno ben pagare), avranno dei costi notevoli che devono essere messi in conto tutti gli anni. Ad esempio il noleggio di una piattaforma di sollevamento con cestello porta persone non costa mai meno di 600 euro a giornata, a cui va aggiunto il costo dell’operaio che svolge la pulizia. Ma… se a questo operaio chiedessimo, man mano che effettua la pulitura, di posizionare lo scovolo all’interno della grondaia? Ci avete pensato bene? Da quel momento in poi la spesa obbligatoria annuale, se non addirittura semestrale, diventa un lontano ricordo e potrete decidere di spendere quei soldi risparmiati in altri modi.

 

Pertanto tiriamo le somme: una spesa massima di 332 euro una tantum per l’aquisto degli scovoli, a fronte di una spesa più che doppia almeno ogni anno per la manutenzione delle grondaie.

A voi l’ardua sentenza!

Pubblicato il Lascia un commento

Come pulire le gronde

Pulizia delle grondaie, lavoro oneroso ma indispensabile.

 

Una volta raggiunta la grondaia, facendo sempre attenzione ad essere ben saldi, si tratta di pulirla dai detriti accumulati.

Il fogliame accumulato nel tempo nell’incavo della gronda, tende a marcire producendo una fanghiglia nera che si deposita compatta sul fondo e diminuendone chiaramente la capacità. Su questo humus che si è creato vengono trasportati dal vento o dagli uccelli anche i semi di piante infestanti le quali, trovando il substrato adatto, iniziano a germogliare rigogliosi, ostruendo ulteriormente la gronda.

 

Armiamoci quindi di guanti da lavoro, una paletta con manico stretta e lunga, una spatola con setole metalliche e buona pazienza per raschiare tutta la sporcizia, riponendola in un secchio o in sacchetti che getteremo in seguito*

*n.b. non vanno utilizzati sacchi grandi per via del peso. Tenete sempre conto che siete arrampicati in quota.

Nello svolgere tale operazione facciamo attenzione a tappare prima con uno straccio l’imbocco del discendente, evitando in tal modo che la sporcizia ci finisca dentro. Indispensabile dopo, ricordarsi di togliere il tappo!

Attenzione se nella pulizia ci si imbatte nel guano di piccione o volatili in genere. In questo caso proteggere occhi e vie respiratorie con occhiali e mascherina, soprattutto se il guano risulta essere secco!

 

A lavoro terminato e se il tetto è ad una altezza consentita, si potrebbe far scorrere acqua all’interno della grondaia per eliminare anche i residui più piccoli.

Chiaramente stendendo all’interno della grondaia gli scovoli salvagronde Italgam, il problema si risolve e la noiosa pulizia diventa solo un ricordo. Va anche detto che lo scovolo è tra i migliori dissuasori per piccioni nelle grondaie e intorno ai pannelli termici e fotovoltaici. In questo caso lo scovolo permette agevolmente il passaggio dell’acqua anche in grandi volumi, ma trattiene di fatto ogni detrito solido, il quale verrà spazzato oltre la gronda proprio dal flusso dell’acqua.

Pubblicato il Lascia un commento

Come posizionare lo scovolo

La giusta valutazione della corretta misura dello scovolo, ottimizza il suo efficace compito, anche come dissuasore per piccioni e colombi.

 

L’istallazione dello scovolo Italgam è veramente semplice e può farla chiunque.

Gli scovoli vengono venduti in due lunghezze (1 metro / 3 metri) e vari diametri (80mm / 100mm / 120mm / 150mm).

 

Nella scatola gli scovoli si presentano arrotolati, quindi basta dispiegarli e, una volta raggiunta la grondaia come sopra spiegato, è sufficiente adagiarveli all’interno. Unica attenzione è quella di farli passare sotto i tiranti (vedi immagine) che peraltro li tengono bloccati all’interno della gronda garantendo che non volino via col vento.

Una volta steso il primo pezzo, è sufficiente accostargli quello successivo (testa a testa) e via di seguito fino al termine della gronda.

È possibile che arrivati alla fine avanzi un pezzo più o meno lungo di scovolo, nessun problema, l’anima interna di acciaio da 1,2 mm che sostiene le setole è facilmente tranciabile a misura (vedi foto). Unica accortezza è quella poi di stringere con una pinza la parte recisa evitando la possibile fuoriuscita delle setole.

 

Una volta istallato, lo scovolo Italgam è eterno; prodotto in Italia, ha setole in PPL anti-UV e come detto, con l’anima di acciaio che non arrugginisce.

 

Volendo, ogni tanto lo scovolo salvagronde si può pulire, estraendolo dalla sua sede e scrollandolo semplicemente con le mani per far cadere eventuali detriti incastrati.

È altresì possibile bagnarlo con il tubo dell’acqua a pressione.

 

Lo scovolo salvagronde e salvacanaline Italgam è la soluzione definitiva al problema degli intasamenti delle gronde e delle canaline di raccolta e scarico delle acque piovane e dell’ostruzione dei relativi discendenti, con una spesa assolutamente contenuta.