Come fare per...

Come raggiungere la grondaia

Chiaramente è tutta questione di misure.

Se la gronda si trova ad una altezza non superiore ai quattro metri è possibile raggiungerla con una solida scala o, meglio, un trabattello. Cosa importantissima in questo caso è che entrambi le strutture poggino saldamente a terra, che siano perfettamente in piano e che, soprattutto nell'ipotesi della scala, qualcuno vi supporti dal basso sorreggendola con le mani.

Se invece l'altezza è superiore le cose si complicano, probabilmente sarà necessario l'uso di un braccio meccanico per il sollevamento di una cesta porta-uomo.

Esistono delle macchine di piccole dimensioni semoventi, dette "ragni" che possono essere poste sotto il punto da raggiungere e, di volta in volta, spostate per tutta la lunghezza. Questo tipo di macchinario ha sicuramente un costo di noleggio contenuto, ma non può certo raggiungere altezze elevate.

Altrimenti bisogna ricorrere al braccio telescopico generalmente montato su dei camion appositi. In questo caso il noleggio giornaliero lievita considerevolmente.

Ultima possibilità è quella di raggiungere la grondaia dal tetto, discendendo lungo le tegole; operazione assai rischiosa se fatta senza le opportune imbracature e cordami per ancorarsi in sicurezza. Comunque mai farlo con le tegole bagnate, le quali in queste condizioni diventano più scivolose del ghiaccio. Altro pericolo che si corre in questi casi è di rompere le tegole camminandoci sopra, rischiando in seguito fastidiose infiltrazioni d'acqua.

 

D'altro canto a volte è assolutamente necessario raggiungere le grondaie per la loro pulizia, evitando così pericolose ostruzioni soprattutto del discendente.

Comunque il problema (ed anche la spesa) è facilmente risolvibile ponendo lo scovolo salva gronde Italgam lungo tutta la grondaia per impedire a fogliame, nidi di uccello e sporcizia varia di otturarla.


Come pulire le gronde

Una volta raggiunta la grondaia, facendo sempre attenzione ad essere ben saldi, si tratta di pulirla dai detriti accumulati.

Il fogliame accumulato nel tempo nell'incavo della gronda, tende a marcire producendo una fanghiglia nera che si deposita compatta sul fondo e diminuendone chiaramente la capacità. Su questo humus che si è creato vengono trasportati dal vento o dagli uccelli anche i semi di piante infestanti le quali, trovando il substrato adatto, iniziano a germogliare rigogliosi, ostruendo ulteriormente la gronda.

 

Armiamoci quindi di guanti da lavoro, una paletta con manico stretta e lunga, una spatola con setole metalliche e buona pazienza per raschiare tutta la sporcizia, riponendola in un secchio o in sacchetti che getteremo in seguito*

*n.b. non vanno utilizzati sacchi grandi per via del peso. Tenete sempre conto che siete arrampicati in quota.

Nello svolgere tale operazione facciamo attenzione a tappare prima con uno straccio l'imbocco del discendente, evitando in tal modo che la sporcizia ci finisca dentro. Indispensabile dopo, ricordarsi di togliere il tappo!

 

A lavoro terminato e se il tetto è ad una altezza consentita, si potrebbe far scorrere acqua all'interno della grondaia per eliminare anche i residui più piccoli.

 

Chiaramente stendendo all'interno della grondaia gli scovoli salvagronde Italgam, il problema si risolve e la noiosa pulizia diventa solo un ricordo. In questo caso lo scovolo permette agevolmente il passaggio dell'acqua anche in grandi volumi, ma trattiene di fatto ogni detrito solido, il quale verrà spazzato oltre la gronda proprio dal flusso dell'acqua.

Pulire le gronde dal guano dei piccioni

Tutto l’anno, ma soprattutto in estate e in autunno, la presenza dei piccioni e del loro guano risulta molto fastidiosa, oltre ad essere altamente nociva. Il guano è, oggi come oggi, una problematica molto comune per molti edifici nel centro città.
Va ricordato che il guano di piccione è portatore di numerosi agenti patogeni e parassiti, come ad esempio pulci e zecche, a loro volta capaci di trasmettere malattie infettive altamente pericolose. Nel caso il guano si accumuli in zone come sottotetti, balconi, terrazze non è da sottovalutare anche il pericolo strutturale degli edifici infestati.
Il guano accumulato genera alti tassi di umidità e può arrivare a pesare oltre 800 kg per ogni metro cubo, e questo comporta, per superfici molto ampie, tonnellate di peso che gravano sulla struttura dell’edificio. Il guano di piccione è anche causa di degrado urbano, poichè essendo una sostanza con capacità corrosiva, può generare danni alle strutture e all’arredo urbano.
È paradossale vedere un albero crescere su una grondaia, ma, anche se sembra incredibile, abbiamo visto anche questo. La grondaia non è un giardino, ma serve per evitare che l’acqua piovana si infiltri negli appartamenti sottostanti creando gravi danni. Possiamo immaginare per quanto tempo i proprietari di un certo condominio non abbiano eseguito un controllo del tetto e delle grondaie: per aver dato la possibilità di crescere addirittura ad un albero, il seme deve aver trovato un terreno ben fertile come il guano di piccione.
Allora cosa fare? Purtroppo alcune soluzioni studiate appositamente non sono poi risultate efficaci. Una soluzione definitiva invece, dopo aver ben bene ripulito i canali di gronda e smaltito correttamente il guano raccolto (esistono ditte specializzate a questo scopo), è lo scovolo salva gronde Italgam! Una volta piazzato, impedisce ai volatili di annidarsi nell’incavo della grondaia e di posarsi sulle setole pieghevoli e questo disturbo li allontanerebbe istintivamente dal vostro tetto, alla ricerca di luoghi più “comodi”.


Come pulire la canalina

Questa operazione è senz'altro più agevole, foss'altro per il fatto che si lavora a terra.

Dapprima apriamo tutte le griglie e posizioniamole di fronte alla canaletta rispettando la posizione ed il verso originari, in modo di rimetterle possibilmente nella stessa posizione. È consigliabile far questo perché a volte le griglie, magari con il passaggio delle vetture, si viziano nella forma e poi si rischia che dondolino.

La pulizia avviente similarmente alle grondaie ed anche gli attrezzi da usare sono gli stessi. Volendo esistono anche palette e strumenti specifici per questo lavoro, le possiamo trovare presso le grandi ferramenta ben fornite. Ricordiamoci sempre dei guanti e facciamo attenzione a ragni e scorpioni. Al termine della pulizia è consigliabile passare un getto d'acqua a pressione, con particolare cura nel liberare dai detriti le sedi di appoggio delle griglie.

 

Anche qui, una volta effettuata la pulizia e l'eventuale disistruzione del foro di uscita, possiamo posizionare gli scovoli salvacanaline Italgam in modo tale da impedire nel futuro l'accumulo di sporcizia intasante, scongiurando così, nell'eventualità di un forte temporale, la tracimazione delle acque con il conseguente allagamento dei locali attigui.

 

Prendiamo le misure interne della canalina (profondità e larghezza), dopo di che stendiamo all'interno la giusta dimensione dello scovolo salvacanaline e richiudiamo con le griglie. Il gioco è fatto!

Come montare lo scovolo

L'istallazione dello scovolo Italgam è veramente semplice e può farla chiunque.

Gli scovoli vengono venduti in due lunghezze (1 metro / 3 metri) e vari diametri (80mm / 100mm / 120mm / 150mm).

 

Nella scatola gli scovoli si presentano arrotolati, quindi basta dispiegarli e, una volta raggiunta la grondaia come sopra spiegato, è sufficiente adagiarveli all'interno. Unica attenzione è quella di farli passare sotto i tiranti (vedi immagine) che peraltro li tengono bloccati all'interno della gronda.

Una volta steso il primo pezzo, è sufficiente accostargli quello successivo (testa a testa) e via di seguito fino al termine della gronda.

È possibile che arrivati alla fine avanzi un pezzo più o meno lungo di scovolo, nessun problema, l'anima interna di acciaio da 1,2 mm che sostiene le setole è facilmente tagliabile a misura (vedi foto). Unica accortezza è quella di stringere con una pinza la parte recisa evitando la possibile fuoriuscita delle setole.

 

Una volta istallato, lo scovolo Italgam è eterno; prodotto in Italia, ha setole in PPL anti-UV e, come detto, un'anima di acciaio che non arrugginisce.

 

Volendo, ogni tanto lo scovolo salvagronde si può pulire, estraendolo dalla sua sede e scrollandolo semplicemente con le mani per far cadere eventuali detriti incastrati.

È altresì possibile bagnarlo con il tubo dell'acqua a pressione.

 

Lo scovolo salvagronde e salvacanaline Italgam è la soluzione definitiva al problema degli intasamenti delle gronde e delle canaline di raccolta e scarico delle acque piovane e dell'ostruzione dei relativi discendenti, con una spesa assolutamente contenuta.

Canaline di scarico e di deflusso
Canaline di scarico e di deflusso
Esempio di scovolo in sede
Uno scovolo nella sua sede