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Barriera pannelli fotovoltaici anti-piccioni

Non crediate di essere particolarmente sfortunati se i vostri pannelli fotovoltaici, posizionati complanarmente al tetto, sono stati invasi dai piccioni, perché i casi di “occupazione abusiva” in tal senso avvengono sulla quasi totalità degli impianti e praticamente lungo tutta la Penisola. D’altro canto va riconosciuto che i pannelli fotovoltaici e solari offrono un ambiente ottimale per nidificare: sono caldi (perfetto per le uova), sono riparati dalle intemperie (ottimo per i pulcini). Oltretutto i colombi o piccioni che dir si voglia, hanno la tendenza istintiva di nascondere molto bene le loro nidiate; infatti, fateci caso, è difficilissimo scorgere piccoli di piccione. Vero?

I problemi che insorgono in questo caso sono dovuti essenzialmente all’enorme quantità di guano che le bestiole riescono a produrre, arrivando in moltissimi casi ad occludere totalmente l’interspazio tra pannelli e tegole. Questo comporta prima di tutto una limitazione del flusso d’aria di cui i pannelli necessitano, visto che il calore prodotto va dissipato, nonché il fatto di causare spesso cortocircuiti all’impianto. 

Va poi considerato che le ditte di manutenzione non si occupano della pulizia anzi, vogliono giustamente trovare l’impianto libero e pulito per intervenire nelle loro manutenzioni. Poi va anche detto che pulire il guano una volta essiccato è un’operazione difficile, improba e anche pericolosa! Allora che fare?

A questo punto la soluzione è quella di impedire in maniera adeguata il passaggio ai piccioni lungo il perimetro dei pannelli. Partendo dal presupposto che è assolutamente sconsigliabile creare recinti “fai da te” che potrebbero creare ancora più problemi di quelli che si vogliono evitare, in virtù anche del costo e dell’importanza di ciò che dovete proteggere, vanno prese in considerazione solo metodologie ampiamente testate per tale compito. In tal senso esistono strutture metalliche appositamente strutturate che si fissano direttamente ai pannelli e di fatto impediscono il passaggio, pur garantendo la ventilazione. Oltre al fatto che tali strutture sono assai costose, va posta attenzione al loro montaggio, perché se i pannelli sono stati acquistati con formula leasing o sono ancora in garanzia, forare la cornice dei pannelli per fissarci qualunque struttura non originariamente presente, comporta la decadenza della garanzia.

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Lo scovolo ITALGAM per pannelli fotovoltaici

Lo scovolo salvagronde (non lasciatevi ingannare dal nome),  è uno dei migliori sistemi di protezione oggi esistenti sul mercato contro l’irruzione dei piccioni sotto i pannelli fotovoltaici e solari termici. Si tratta di una barriera anti intrusione per volatili, in polipropilene e anima di acciaio inox, il quale impedisce loro di penetrare e nidificare, senza dover forare la cornice né aver bisogno di essere fissato, ma semplicemente incastrato. E’ un sistema unico nel suo genere perfetto, comodo e veloce da piazzare perché non richiede alcuna competenza ed è anche molto flessibile, adattandosi a tutte le situazioni.
Si tratta di serpentoni lunghi 3 metri cadauno. Al momento dell’ordine, basta considerare un diametro ( ce ne sono quattro) leggermente superiore rispetto all’altezza dei pannelli dalle tegole o dalla superficie d’appoggio, così che si possano incastrare lungo tutto il loro perimetro, senza necessità alcuna di fissaggi o legature varie. Lo scovolo in polipropilene con trattamento anti-UV e anima in acciaio che non arrugginisce, si adatta perfettamente ad eventuali angoli o situazioni particolari. Lo scovolo lascia passare tranquillamente l’acqua in caso di piogge e garantisce la ventilazione. Non ultimo va considerato che il loro costo è nettamente inferiore ad altri sistemi, in più come detto, va considerata la facilità e la velocità di posizionamento.
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Dissuasore per piccioni

Esistono in commercio svariati dissuasori per piccioni, o colombi che dir si voglia, visto che trattasi dello stesso animale, ma prima di tutto chiediamoci perché i piccioni vanno dissuasi dall’avvicinarsi alle nostre abitazioni, ovviamente senza procurar loro del male, a buona pace degli animalisti.

Va detto che le città, i centri abitati in genere, sono un bel luna park per questi volatili. Qui trovano abbondante cibo (i nostri rifiuti), non corrono rischi di predatori (tra cui anche l’uomo) e vivono di fatto in un ambiente mediamente più caldo della campagna da dove provengono e che offre loro miriadi di anfratti, coperture e pertugi dove coprirsi e nidificare. Scherzosamente potremmo dire che hanno fatto un po’ la scelta di quel ragazzo della Via Gluck..:)!

Purtroppo però, questa loro scelta non viene apprezzata dai cittadini, e spesso a ragione. Il piccione può essere considerato un volatile di dimensioni medio-grandi e altrettanto importante è la quantità di guano che riesce a spargere quotidianamente. Adesso, questo guano in campagna non produrrebbe alcun problema, anzi, potrebbe addirittura contribuire ad una naturale concimazione dei terreni, ma nei centri abitati la questione è ben diversa. 

Sappiamo bene che tale guano è l’incubatore perfetto di molti batteri oltre che uova di pulci e zecche. Per questo viene considerato altamente pericoloso, soprattutto una volta essiccato, dove polverizzandosi, può essere facilmente inalato da uomini e animali domestici.

Sappiamo inoltre che tale guano, essendo a base acida, deteriora col tempo pietre e metalli di cui generalmente sono fatte le nostre costruzioni.

Non ultimo, come sa bene chi vive in zone ad alta concentrazione di piccioni, si tratta anche di animali molto rumorosi. quindi vengono, a ragione, considerati spesso un vero flagello. Quindi come comportarsi, chiaramente sempre nel rispetto della loro vita e della loro incolumità?

Come anticipato all’inizio dell’articolo, esistono diverse tipologie di dissuasori per piccioni o colombi, alcune valide, altre invece frutto della creduloneria di alcuni, ma con ben poche possibilità di risolvere realmente il problema. 

Tra i più comuni ci sono gli spuntoni metallici che rendono difficile (ma non impossibile) l’accovacciamento dell’animale laddove vengono piazzati. Oggi si trovano in commercio anche fasce spinose, generalmente di plastica, che anch’esse infastidiscono l’animale in fase di appoggio. Poi ci sono i dissuasori elettrici che, una volta installati, producono una piccola scossa (non letale) alternata che, infastidisce i voltili spingendoli verso zone meno sgradevoli. Una vasta categoria è quella dei dissuasori visivi, come palloncini con disegnati grandi occhi, o le sagome, fisse e semoventi, di uccelli predatori (gufi e falchi). 

Un’altro problema importante è l’invasione dei piccioni nei canali di gronda.

Riguardo le grondaie, possiamo dire che il problema lo si avvisa soprattutto in caso di forti piogge, visto che, a causa dei piccioni e del loro abbondante guano, spesso le grondaie sono ostruite e faticano nello smaltimento delle acque meteoriche. Purtroppo qui non è possibile mettere spuntoni di sorta, perché altrimenti sarebbero questi ultimi a trattenere foglie ed organici e pertanto a creare occlusione. Per fortuna noi di ITALGAM SCOVOLI SALVAGRONDE abbiamo la soluzione definitiva al problema: Una volta posizionato, lo scovolo lascia passare esclusivamente l’acqua piovana, lasciando fuori foglie, aghi di pino e si, anche i piccioni. Va detto a tal proposito che questi uccelli, come tutti i volatili d’altronde, sono forniti di zampe callose che non temono praticamente nulla, tant’è che spesso li vediamo appollaiati su cactus irti di spine. Unica condizione è quella di avere un appoggio stabile per potersi sorreggere, e lo scovolo è tutt’altro che stabile con le sue setole elastiche. Risultato. Gli uccelli non avendo appoggio ma, anzi, temendo istintivamente di restare intrappolati non ci provano nemmeno e, la scelta più logica per loro, è quella di cercare altri lidi.

Possiamo anche affermare che lo scovolo salvagronde è anche un perfetto dissuasore per piccioni sotto i pannelli fotovoltaici. Anche qui ci sarebbero svariate controindicazioni a tappare quello spazio tra le tegole ed i pannelli stessi. Prima di tutto perché i pannelli producono calore e necessitano quindi di passaggio costante d’aria. Poi perché nulla che venga posizionato, deve minimamente impedire lo scorrere dell’acqua piovana sotto di essi. Non ultimo il fatto che i pannelli non possono essere forati per apporre viti o simili a sostegno di eventuali fasce metalliche e non atte ad impedire l’intrusione dei volatili.

Anche qui viene in aiuto lo SCOVOLO SALVAGRONDE ITALGAM che, una volta incastrato lungo tutto il perimetro dei pannelli, impedisce di fatto l’intrusione dei piccioni, ma permette il passaggio dell’aria e dell’acqua piovana. Il suo montaggio anche qui, come per le gronde, è facilissimo e molto veloce, risolvendo un problema annoso e di larghissimo interesse.

 

 

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Canalette grigliate di deflusso delle acque

Spesso si sottovaluta l’importanza del lavoro svolto dai canali a terra di raccolta e scarico delle acque piovane. Purtroppo ce ne rendiamo conto quando, a seguito di un forte temporale, la canalina grigliata, incapace di defluire le acque a causa di un’ostruzione dovuta a fogliame o detriti vari depositatisi nel tempo, causa una tracimazione dell’acqua, la quale si riversa inesorabilmente proprio laddove non vorremmo mai che andasse a finire: nei garage, nelle cantine o magazzini, negli ambienti tecnici e malauguratamente anche direttamente in casa nostra.

Eppure basterebbero dei periodici interventi di pulitura per scongiurare il rischio. Ma ce ne rammentiamo di farli?

Lo scovolo salvagronde e canaline svolge a riguardo un compito eccellente: una volta posizionato, pur permettendo liberamente il passaggio delle acque, impedisce di fatto che attraverso la griglia passino anche foglie secche e vari detriti portati dal vento o trascinati dalle piogge precedenti. Chiaramente tali detriti si accumulerebbero all’esterno, dove però è facile vederli e toglierli con una scopa o un rastrello da giardino, senza peraltro la necessità di alzare ogni volta la griglia.

Indirettamente, lo scovolo così posizionato, impedisce anche la risalita dai condotti di scarico di animaletti poco gradevoli, come topi o scarafaggi.

A volte basta un briciolo di assennata prevenzione per evitare anche danni notevoli.

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Cosa accade se le foglie si incastrano nelle setole

Foglie o aghi di pino incastrati tra le setole non limitano assolutamente il passaggio ed il veloce scorrimento delle acque meteoriche nel canale.

 

Dopo aver ripulito per bene il canale di gronda ed aver montato lo scovolo, ci accorgiamo che le foglie, pur non annidandosi più nell’incavo semicircolare o quadrato della grondaia, si incastrano tra le setole dello scovolo stesso!

E ora cosa succederà? La risposta è: assolutamente nulla!

Scopriamo come avviene esattamente il processo:

Il tappeto di foglie che si accumulava in precedenza nel letto di gronda, con l’acqua che lo stesso tratteneva e gli altri agenti atmosferici, davano inizio al cosiddetto processo di marcescenza che col tempo lo tramutava in humus: la fanghiglia spesso presente nelle gronde dove oltretutto nascono rigogliose le piante infestanti.* Ora che questo non può più accadere, le foglie che rimangono qua e la tra le setole e non ancora spazzate via dal vento non possono più subire  il processo di marcescenza sopra descritto, per l’assenza in questo caso dell’acqua stagnante. Pertanto, subiranno una normale essiccazione, con perdita dei liquidi e conseguente perdita di peso. A questo punto le foglie secche, fragilissime, tenderanno a sbriciolarsi e tali rimasugli saranno spazzati via anche dalla più leggera brezza.

In tutto ciò la gronda rimane pulita, soprattutto dalla fanghiglia che ora non può più generarsi.

 

*(Ebbene si, la terra che trovate nelle gronde non è l’effetto dell’accumulo di polvere nel tempo…!)

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Pini e aghi di pino che intasano le grondaie

Danni causati dal pino domestico. Aghi che intasano le grondaie

Una valida soluzione, per quanto riguarda le grondaie e le canalette grigliate, è offerta dallo scovolo salvagronde Italgam, il quale, una volta posizionato lungo il canale delle grondaie o le canalette rasoterra grigliate di raccolta delle acque meteoriche, crea un infallibile filtro che, pur facendo scorrere l’acqua in abbondanza, blocca tutte le tipologie di organici, compresi gli aghi di pino e le pigne. Anche se gli aghi di pino si incastrano tra le setole in polipropilene dello scovolo salvagronde, questo non riduce l’efficacia dello stesso, neutralizzando sul nascere la possibilità di ostruzione dei canali di gronda e dei loro discendenti.

 

In più lo scovolo è un perfetto dissuasore per volatili nelle grondaie.

Gli uccelli riescono a poggiarsi praticamente ovunque, ma hanno necessariamente bisogno di un appoggio saldo che non può offrirgli lo scovolo con le sue setole mobili, pertanto piccioni e colombi cambieranno presto la loro abitudine di svolazzare nelle vostre grondaie, scegliendo luoghi per loro più consoni.

Il pino domestico (Pinus pinea) è una pianta sempreverde, resinosa, con foglie aghiformi, diffusa in tutto il bacino del mediterraneo dove forma vasti boschi (pinete).

Purtroppo, per una scelta poco lungimirante in tempi passati, questa pianta veniva proposta, anzi consigliata anche nel tessuto densamente urbano dove col tempo è stata largamente utilizzata ma, dove chiaramente è risultata poi dannosa. Si perché il pino, anche se ci sembra una pianta domestica e tutti ormai siamo così abituati a concepirlo, mal si pone a fianco di strade, muri ed abitazioni, ai quali crea spesso non pochi problemi.

Le caratteristiche di questa maestosa pianta, diventano infatti del tutto negative se tradotte in ambito urbano.

 

Il pino ha radici poco profonde ma che si allargano molto distanti dal tronco, in genere creando nel sottosuolo, una X con l’apparato fogliare esterno: tanto si allargano rami e fronde sopra, tanto si sviluppano le radici al di sotto. Tali radici, essendo per l’appunto superficiali, rialzano facilmente lo strato di asfalto delle strade, dissestano muri di cinta e spesso provocano infiltrazioni nelle fondamenta delle case. Oltretutto, con radici così poco penetranti nel terreno, se la pianta non viene costantemente potata, il peso e l’ampiezza dell’apparato apicale che fa anche da enorme vela, può contribuire al suo accidentale abbattimento in caso di venti molto forti, con tutti i rischi immaginabili in ambito cittadino.

 

Un altro pericolo è quello igenico-sanitario dovuto ai bruchi delle processionarie.

In estate gli esemplari adulti prediligono queste piante per costruirvi i loro bozzoli pieni di larve.  


 

In primavera ne fuoriescono i bruchi che rappresentano una seria minaccia per la salute dell’uomo e per quella degli animali domestici, attraverso i loro peli urticanti che sono causa di forti allergie.

 

Il pino, come tutti i sempreverdi, non si limita a sfogliare solo in un determinato periodo dell’anno, l’autunno, ma getta e riproduce i suoi aghi praticamente in ogni stagione, con un rallentamento solo invernale. Poi ci sono le pigne, anche loro cadenti, e quando ancora verdi sono pure molto pesanti. Tenendo conto che un pino adulto può raggiungere un’altezza di 25 metri possiamo immaginare il pericolo!

Tali aghi, per la loro peculiare conformazione si insinuano dappertutto, andando spesso ad occludere le griglie di raccolta delle acque piovane e i canali di gronda delle nostre abitazioni. La particolarità è che essi non galleggiano, pertanto sono i primi che vanno ad infilarsi nei discendenti dei pluviali creando un tappo perfetto.   

 

Una valida soluzione, per quanto riguarda le grondaie e le canalette grigliate, è offerta dallo scovolo salvagronde Italgam, il quale, una volta posizionato lungo il canale delle grondaie o le canalette rasoterra grigliate di raccolta delle acque meteoriche, crea un infallibile filtro che, pur facendo scorrere l’acqua in abbondanza, blocca tutte le tipologie di organici, compresi gli aghi di pino e le pigne. Anche se gli aghi di pino si incastrano tra le setole in polipropilene dello scovolo salvagronde, questo non riduce l’efficacia dello stesso, neutralizzando sul nascere la possibilità di ostruzione dei canali di gronda e dei loro discendenti.

 

In più lo scovolo è un perfetto dissuasore per volatili nelle grondaie.

Gli uccelli riescono a poggiarsi praticamente ovunque, ma hanno necessariamente bisogno di un appoggio saldo che non può offrirgli lo scovolo con le sue setole mobili, pertanto piccioni e colombi cambieranno presto la loro abitudine di svolazzare nelle vostre grondaie, scegliendo luoghi per loro più consoni.

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Manutenzione dei tetti e delle grondaie nel condominio

Un particolare aspetto nella programmazione degli interventi ordinari di manutenzione dei tetti va posta alle grondaie ed ai loro pluviali.

Tutti consacriamo il tetto come la parte forse più importante dell’intero stabile, d’altro canto è quello che ci protegge dagli agenti atmosferici, ma poco ci interessiamo della sua corretta manutenzione negli anni.

Probabilmente a causa del fatto di non averlo esattamente sotto gli occhi, ci passa inosservato anche quanto sia importante avere un tetto sempre in buono stato.

lastrici solari, cosiddetti terrazzi, sono facilmente accessibili in genere dalle scale stesse, in quanto spesso svolgono anche il ruolo di stenditoi, zona contatori idrici ecc. e pertanto è più facile ed opportuno tenerli costantemente puliti, evitando che si otturino le bocchette di scarico con foglie e detriti. Teniamo presente che sotto il maiolicato dei terrazzi c’è la guaina impermeabilizzante, la quale crea risvolto sui verticali per un massimo di 10/15 cm, oltre i quali, nel caso di allagamento importante, l’acqua potrebbe infiltrarsi oltre creando una vera e propria pioggia negli appartamenti sottostanti.

Poi ci sono i tetti con le tegole, questi ultimi necessitano anche di maggiore attenzione, in quanto gli accadimenti a cui vengono sottoposti sono molteplici e di varia natura.

È possibile che con forti venti le tegole si spostino, oppure che, soprattutto a causa del gelo queste si spacchino. In questi casi l’infiltrazione sarà cosa imminente.

Comunque oggi la tecnologia ci assiste: operatori specializzati con i droni riescono a videofilmare anche zone inaccessibili, ad ogni palmo, evitando così costosi interventi con bracci aerei e relativo personale per poi magari accorgersi che tutto è in ordine.

 Oggi l’accesso al tetto inclinato è obbligato anche dall’uso sempre più frequente dei pannelli solari e fotovoltaici che logicamente non possono essere abbandonati a loro stessi per anni, proprio per questo è necessario programmare degli interventi di manutenzione ordinaria almeno ogni due anni. Chiaramente le tempistiche sono molto soggettive e dipendono da vari fattori, come ad esempio la vicinanza o meno di piante arboree ad alto fusto o la presenza assidua di piccioni e colombi.

Un altro elemento che spesso non viene adeguatamente considerato è costituito dalle grondaie:

Una palazzina media conta almeno un centinaio di metri lineari di grondaia nel suo perimetro, con varie calate, dette pluviali, che hanno l’importante compito di defluire l’acqua meteorica verso il basso. Le grondaie non sono concepite per sopportate grandi pesi, visto che l’acqua al loro interno dovrebbe fluire velocemente verso i pluviali, ma la presenza di fogliamenidi ed altri organici al loro interno, dando inizio ad un processo di marcescenza degli organici stessi, li trasformerà poi in una fanghiglia molto pesante che oltretutto ostruisce e limita il passaggio veloce delle acque. Tale fanghiglia (che molti erroneamente credono trasportata sui tetti dal vento) oltre a diminuire sensibilmente l’incavo della gronda, è anche un perfetto terreno di coltura per i semi delle infestanti (quelli si, trasportati dal vento o presenti nel guano deposto dai volatili) che danno poi vita ad inopportuni quanto dannosi giardini pensili.

Come dicevamo la grondaia non dovrebbe sopportare pesi eccessivi, viene tenuta in asse da quelle particolari staffe, le cicogne, posizionate circa ogni 80/100 cm l’una dall’altra e che ne garantiscono la giusta pendenza. Se queste dovessero cedere, anche se leggermente a causa del peso, creerebbero delle sfasature nell’asse dei canali di gronda facendogli così perdere la giusta pendenza e formare delle pericolose conche.

 

Oltretutto una grondaia ostruita o, peggio, danneggiata, porterebbe danni importanti alla struttura stessa del palazzo, come il distacco di parti di essa in caso di forte vento o le tipiche infiltrazioni da tracimazione con la formazione di muffe.

Va anche aggiunto che nei condomini, spesso i pluviali discendenti passano internamente ai muri e questo aumenta il rischio suddetto, oltre ad una maggior difficoltà nelle riparazioni.

 

Gli interventi di manutenzione alle grondaie pertanto non dovrebbero superare i 6 mesi / 1 anno, quindi è bene programmarli anticipatamente per evitare possibili danni futuri.

In questi casi gli interventi verranno eseguiti grazie ad apposite piattaforme aeree o da ditte specializzate in edilizia acrobatica.

Lo scovolo salvagronde Italgam è un ottimo sistema per impedire i suddetti danni e per allungare esponenzialmente gli interventi di pulitura, anche di anni.

Una volta piazzato, in maniera molto veloce e sempre in concomitanza di una pulizia dei canali, impedirà molto efficacemente a foglie, aghi di pino e anche piccioni di entrare nei canali di gronda, impedendo in tal modo quel processo di marcescenza che produce la tipica fanghiglia.

Oltre ad essere un ottimo consiglio per gli amministratori di condominio, sarà sicuramente apprezzato dai condomini, dal momento che contribuisce a ridurre i costosi interventi ordinari di pulitura.

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Come si comporta lo scovolo con tanto fogliame

Come si comporta lo scovolo con molto fogliame?

 

Nell’ipotesi abbiate uno o più grossi alberi prospicienti la vostra abitazione e magari con i rami che lambiscono le tegole, saprete bene cosa significhi essere letteralmente invasi dalle foglie!

Di fatto il fogliame o anche gli aghi di pino, non sarebbero un problema in se, sempre che il tetto sia stato fatto a regola d’arte e quindi ben coimbentato con la guaina contro l’umidità. Il vero problema sorge invece in presenza di grondaie per la raccolta e canalizzazione delle acque piovane.

In questo caso le foglie e/o gli aghi di pino, ma anche i frutti del platano o le pignette delle conifere, come gli abeti, i cedri, e i cipressi, sono una vera sciagura, in quanto vanno immediatamente a intanarsi nell’incavo accogliente dei canali di gronda e dai quali non riescono più ad uscire. All’interno dei canali, il vento, che normalmente agisce sulle tegole da perfetto spazzino, non ha lo stesso effetto, proprio a causa della depressione rispetto al piano (l’incavo delle grondaie).

 

Purtroppo tutto questo avviene generalmente al di sopra del nostro campo visivo, pertanto è facile non accorgercene o non pensarci.

A questo punto il danno è compiuto: i primi a farne le spese sono i discendenti, che vanno immediatamente ad occludersi non facendo più passare una goccia d’acqua. Subito dopo inizia il naturale processo di marcescenza del fogliame ammassato che, acqua stagnante, sole e aria, attivano attraverso la veloce riproduzione di affamatissimi enzimi aerobici, i quali iniziano la disgregazione degli organici in differenti fasi. Una di queste fasi rende il compost acido, ed è la prima causa di corrosione della lamiera, con conseguente rottura della stessa. In seguito il compost, completamente disgregato e “digerito” dagli enzimi, viene trasformato in humus: quella fanghiglia pesante che regolarmente troviamo nelle grondaie. Qualcuno crede che la terra nelle gronde sia un accumulo di polvere volatile che si deposita col tempo sulle tegole e poi viene trasportata dall’acqua nei canali. Niente di più falso, in quanto, se così fosse, ci vorrebbero dai cinque agli otto secoli per produrre la quantità di terriccio che ad esempio possiamo vedere nella foto di lato :-)) senza contare che, trattandosi di polvere, l’acqua la dilaverebbe di continuo, senza dargli la possibilità di sedimentare.

La verità è che “Nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma” come ci ricordava Lavoisier, quindi la fanghiglia che curiosamente scorgete anche al quinto piano del vostro palazzo, è causata unicamente dalla trasformazione degli organici sopra descritta.

 

DOMANDAIn presenza di grosse quantità di foglie, aghi, pignette ecc. che piovono quotidianamente in quantità industriali fino a creare veri e propri tappeti sopra le tegole, lo scovolo, adagiato nella gronda sarà comunque utile? Oppure, venendo anch’esso ricoperto, va a peggiorare ulteriormente la situazione?

 

RISPOSTA: A parte il fatto che una situazione come quella descritta difficilmente può conoscer di peggio, quel che va detto chiaramente, è che il compito dello scovolo non è l’annichilimento delle foglie, né impedire agli alberi di compiere la loro muta; ma occupando esso stesso l’area di gronda, semplicemente mantiene libero da cattivi occupanti il canale, favorendo in tal modo un normale scorrimento dell’acqua verso i pluviali. Quindi, se fuori, sulle tegole e anche sopra lo scovolo, ci fosse una valanga di foglie (che per inciso va detto, andrebbe periodicamente ripulita), queste non potrebbero comunque impedire alla pioggia di seguire la pendenza del tetto verso la grondaia, la quale però, a questo punto è almeno libera di raccogliere e smaltire l’acqua che inevitabilmente vi si riversa. L’acqua si sa, trova comunque la strada per infiltrarsi, anche sotto cumuli di foglie o di aghi, e soprattutto per l’elevata pendenza del tetto viaggia velocemente verso la gronda. È pertanto nella gronda che ha poca pendenza, che rallentando non deve trovare ostacoli o cumuli di fango che la trattengano. Per questo c’è lo scovolo salvagronde!

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Cosa rimane dopo un anno di utilizzo

Nella foto lo scovolo dopo un anno dal posizionamento.

 

Ecco come appare lo scovolo dopo un anno dal posizionamento. Chiaramente una piccola quantità di residui si insinua tra le setole, ma la cosa non crea alcun problema al passaggio delle acque piovane e soprattutto la gronda rimane sempre libera e pulita. Tutto il resto invece, spazzato via dal vento! Ricordiamoci che lo scovolo è velocemente posizionabile ed altrettanto velocemente rimovibile per scrollarlo dai residui eventualmente presenti, nei rari casi in cui ce ne fosse necessità. Ci hanno chiesto cosa accade nel caso di caduta di grosse quantità di foglie, ma anche soprattutto di aghi di pino sul tetto e di conseguenza sullo scovolo che il vento non riesce a spazzar via: ribadiamo che lo scovolo non ha la capacità di impedire la caducità del fogliame e nemmeno di dissolverlo nel nulla, lo scovolo impedisce che tali organici si annidino nell’incavo della gronda, ove altrimenti darebbero inizio al normale processo di marcescenza che si tradurrebbe in seguito nella ben conosciuta fanghiglia pesante di cui conosciamo gli effetti. Pertanto se foglie o aghi di pino non dovessero esser spazzati via dal vento, ma creassero un tappeto sulle tegole e sullo scovolo, non impedirebbero comunque lo scorrimento della pioggia sulle tegole e verso la gronda che troverebbero libera e pulita sempre. In tali casi si consiglia comunque di tanto in tanto la pulizia del tetto per non arrivare a formare dei veri e propri covoni.

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Come si forma la fanghiglia nelle grondaie

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La trasformazione chimico/biologica dell’organico in humus

 

Spesso notiamo abbondanti cumuli di terra pesante e umida nelle nostre gronde. Questo fango non solo limita, spesso quasi totalmente, lo scorrere delle acque piovane che inevitabilmente tracimano a cascata, ma è anche un ottimo terreno di coltura per i semi trasportati dal vento. Ecco quindi che vediamo spuntare un rigoglioso giardino pensile dal nostro tetto; che non esattamente ricorda Babilonia!

Ma come è possibile che tutta quella terra, a volte veramente molta, sia arrivata fin oltre i nove metri di altezza? Eppure la terra non vola! Nemmeno è pensabile sia semplice polvere trasportata dall’acqua o dal vento, accumulatasi nel tempo. Ci vorrebbero secoli!

La risposta la troviamo nei processi biologici.

Le grondaie sono un perfetto ricettacolo di foglie secche, aghi di pino, piccoli rametti e spesso nidi di uccello. Tutta materia organica! Tale materia col tempo subisce un processo di marcescenza che, passando varie fasi, si trasforma in un ottimo terreno di coltura: il cosiddetto humus. In una delle fasi di trasformazione oltretutto, si produce acido, esattamente lo stesso che, con il tempo, corrode la lamiera delle gronde fino a bucarle!

“Nulla si crea e nulla si distrugge, ma tutto si trasforma”  tentava di spiegarci il buon Lavoisier nel ‘700, e aveva perfettamente ragione: la sostanza organica, attraverso il processo biologico, diventa terra, o meglio, pesante fango pronto ad ospitare nuovi semi e offrire nuova vita!

Grandioso e perfetto dal punto di vista naturale, magari però… meglio se fuori dalle nostre gronde.

Quindi come possiamo evitare tutto questo? Semplice, lo scovolo salvagronde Italgam adagiato all’interno delle gronde, evitando di far passare foglie, aghi, nidi ecc. impedisce di fatto l’avvio del suddetto processo e quindi la formazione del fango.

Con lo scovolo solo l’acqua riesce a passare libera e le foglie restano fuori.

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Pulizia delle grondaie. Manutenzione ordinaria o straordinaria?

Andiamo a capire quanto sia importante una corretta manutenzione dei canali di gronda e dei relativi discendenti pluviali.

L’errore più grande che si possa fare è quello di ritenere il tetto di casa, con la sua struttura di canali perimetrali per il deflusso delle acque meteoriche, qualcosa che, una volta terminata la costruzione, non ci riguarda più …in fondo neanche lo vediamo! 

Il tetto a falde inclinate, ricoperto da tegole, è soggetto continuamente ad attacchi da parte non solo degli agenti atmosferici, come piogge, neve, grandine e qualche volta fulmini, ma anche dai volatili con il loro guano e dagli organici portati dal vento, quali foglie, aghi di pino e con questi naturalmente, resina. Un’altro rischio che causa sovente infiltrazioni, è lo spostamento o la rottura accidentale delle tegole. Vanno pertanto controllate ed eventualmente riposizionate nella loro sede o sostituite. Capita anche che pipistrelli o topi ci facciano sotto il nido, forzando loro stessi lo spostamento delle tegole.

Il fatto che tutto questo non sia costantemente sotto i nostri occhi, non gli impedisce di logorare, a volte irrimediabilmente, quella parte di casa che ci fa sentire riparati e protetti e che, solo quando viene danneggiata, ci rendiamo conto dell’importanza che ricopre.

Le tegole vengono col tempo aggredite dal muschio che, per sua natura, trattiene umidità e sporcizia, nonché rappresenta un estremo pericolo, in quanto mettendoci un piede sopra è facilissimo scivolare! 

Le grondaie poi, grazie alla loro forma incava e totalmente aperta, sono il ricettacolo di ogni cosa voli, con le ali o con il vento. In questo caso la fisica crea oltretutto un effetto indesiderato: il vento, per quanto forte, non riesce ad avere effetto nell’interno di questa depressione, pertanto non può nulla al fine di ripulire i canali da foglie o detriti infilatisi; facciamo spesso caso che le tegole sono pulite mentre le grondaie traboccano di sporcizia, la quale, nel naturale processo di marcescenza, forma quegli acidi che intaccano le lamiere, forando irrimediabilmente la gronda. Il problema maggiore però rimangono i pluviali, o discendenti della gronda i quali, se ostruiti possono facilmente causare infiltrazioni nell’abitazione e sono peraltro difficili da disostruire, soprattutto se hanno curve o doppie curve.

Quanto costa pulire la grondaia?

Quindi abbiamo ben capito che, se pur non essendo in bella vista, il tetto con le

sue grondaie va periodicamente tenuto pulito per la sua massima efficienza.

In questi casi la vera differenza, soprattutto economica, della manutenzione,  la fa l’altezza, in quanto dover raggiungere un tetto alto tre metri è una cosa, ma ben altra questione è il dover arrivare su tetti che sono ad una altezza dai nove metri in su. Esistono ditte specializzate per questi interventi ed è consigliabile rivolgersi a loro che hanno esperienza e strumenti adatti, anziché propendere per il più economico ma pericoloso fai da te. 

 

I costi generalmente variano da un minimo di 250 euro fino ad oltre 1.000 euro manodopera e piattaforma aerea comprese, mediamente comunque se ne spendono 400. Chiaramente troverete anche chi si contenta di meno, ma attenzione ai rischi di far operare persone a metri di altezza

senza quegli accorgimenti nella prevenzione che forniscono un ragionevole grado di protezione contro la possibilità del verificarsi di un evento pericoloso per la salute di chi lo svolge.

Ogni quanto effettuare la pulizia delle grondaie?

È lampante a questo punto che non possiamo definire questi interventi come “manutenzione straordinaria” ma, vanno considerati come attività periodiche dell’abitazione mettendo in conto interventi possibilmente programmati a tavolino. Ogni quanto tempo, poi varia a seconda di vari fattori.

 Logico è che la parte più delicata sono proprio le grondaie con i suoi discendenti, soprattutto se ci sono nei dintorni alberi o se mai i canali fossero terreno di battaglia di piccioni e colombi! In questo caso lo scovolo salvagronde Italgam può ridurre drasticamente i problemi menzionati e pertanto gli interventi: oltre ad essere un perfetto dissuasore per colombi e piccioni, i quali temono tutto ciò che non è rigido e stabile (quindi con lo scovolo le zampe dentro non ce le mettono più), è oltretutto un ottimo discriminatore di materiali solidi, lasciando fluire solo la pioggia. Abbiamo calcolato che su di una casa di medie dimensioni, il costo dell’acquisto e messa in opera dello scovolo, è pari pressappoco a quello di un normale intervento con macchinari ed operai per la pulizia di routine delle grondaie. Ma una volta montati gli scovoli e fatta un’ultima volta la spesa, non ci si pensa più.