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Disinfestazione piccioni

Come allontanarli

I piccioni, conosciuti anche come colombi, da anni invadono la maggior parte delle città italiane. Il problema non va sottovalutato, dal momento che potrebbero risultare assai dannosi per la salute umana. È assolutamente consigliabile quindi una disinfestazione piccioni laddove sorga il problema, visto che  diverse sono le malattie che, attraverso il loro guano, possono causare: criptococcosi, ipsoplasmosi, ornitosi salmonellosi ecc. Si contano almeno 60 malattie trasmissibili direttamente o indirettamente da questi animali all’uomo.

Gli agenti patogeni delle malattie si trovano negli escrementi dei piccioni e spesso non è necessario il contatto diretto con questi: il vento, gli aspiratori, i ventilatori possono trasportare la polvere infetta delle deiezioni secche nelle case, nei ristoranti, nei luoghi di lavoro, negli ospedali, nelle scuole, contaminando gli alimenti, gli utensili da cucina, la biancheria, innescando i processi infettivi.

Sul tetto del tribunale di una città americana, nell’ambito di un’operazione di disinfestazione piccioni e conseguente ripulitura, sono state raccolte 2 tonnellate di escrementi. In quell’occasione gli operai, evidentemente inesperti, gettarono gli escrementi di sotto per poi caricarli in sacchi da smaltire in seguito. La polvere volatilizzata degli escrementi secchi gettati nel vuoto, venne risucchiata dai condotti dell’aria condizionata dell’edificio. Oltre il 90% degli occupanti contrasse l’Histoplasmosi e uno di loro era entrato nell’edificio solo per 3 minuti. Infatti le tossine che determinano tali patologie infettive, sono presenti negli escrementi, che una volta essiccati, si trasformano facilmente in polvere e possono essere inalati dall’uomo e dagli animali domestici.

Naturalmente questo non è il solo aspetto che rende difficile la convivenza con i piccioni negli agglomerati urbani, infatti queste bestiole sono anche molto rumorose e imbrattano gli edifici ed i monumenti cittadini dove essi si poggiano. 

Un valido modo per limitare gli interventi di disinfestazione piccioni è quello di utilizzare sistemi che impediscano loro di poggiarsi sulle superfici critiche. Teniamo presente che tutti i volatili con le loro zampette callose riescono a poggiarsi praticamente ovunque, anche sui cactus irti di spine, ma di fatto necessitano di un appoggio stabile che li sorregga.

In aiuto può venire lo Scovolo salvagronde e proteggi impianti fotovoltaici che, tra le sue caratteristiche, ha quella di non essere affatto stabile, tanto da non offrire quell’appoggio sicuro di cui i volatili necessitano per sorreggersi. Da qui si comprende perché i piccioni cambiano velocemente abitudini in presenza dello scovolo, scegliendo lidi di approdo più consoni e sicuri per loro.

Non ultimo, se non in termini temporali, va considerata l’invasione di piccioni sotto gli impianti fotovoltaici e i pannelli solari posizionati complanarmente al tetto degli edifici. Tali impianti offrono ai piccioni un rifugio sicuro per i loro nidi dalle intemperie e dall’attacco di altri volatili, come le cornacchie cacciatrici di uova. 

In questo caso, se all’impianto non viene montata una barriera protettiva, l’accumulo di pagliericcio portato per creare i nidi ed escrementi in abbondanza, possono facilmente creare cortocircuiti all’impianto, con danni tal volta di decine di migliaia di euro per gli sfortunati possessori.

Proteggere l’impianto fotovoltaico con delle barriere protettive anti piccioni non è una cosa banale dal momento che vanno considerati alcune limitazioni: va considerato infatti che tali pannelli necessitato di arieggiamento, pertanto non si possono creare barriere che impediscano il fluire dell’aria, pena il surriscaldamento dell’impianto stesso.

Medesimo discorso vale per le acque piovane, le quali devono poter scorrere liberamente sotto i pannelli e lungo la pendenza delle tegole per evitare infiltrazione negli edifici.

Ultima importante accortezza è quella di non forare i pannelli fotovoltaici o solari per fissare reti o barriere di qualsivoglia natura, pena la perdita della garanzia in caso di malfunzionamento degli stessi.

Anche qui viene in aiuto lo Scovolo per pannelli fotovoltaici, il quale va posizionato lungo tutto il perimetro dell’impianto, incastrandolo semplicemente tra pannelli e tegole (vedi foto). Lo scovolo barriera anti piccioni non va fissato con viti, ma semplicemente incastrato tra tetto e pannelli, creando così una barriera impenetrabile per i volatili e per le foglie, ma che lascia liberamente fluire sia le acque meteoriche che l’aria per raffreddare.

È però assolutamente opportuno fare una preventiva disinfestazione piccioni, togliendo nidi ed eventualmente uova, prima del montaggio degli scovoli

Scopri maggiori informazioni sullo SCOVOLO SALVAGRONDE E PANNELLI FOTOVOLTAICI cliccando il pulsante:

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Barriera anti-piccioni per pannelli fotovoltaici

I pannelli fotovoltaici che avete posizionato sul vostro tetto sono stati occupati dai piccioni? Non crediate di essere stati particolarmente sfortunati, è un problema abbastanza comune per tutti gli impianti fotovoltaici della penisola. Il punto è che i pannelli fotovoltaici e solari offrono un ambiente ottimale per nidificare: sono caldi (perfetto per le uova), sono riparati dalle intemperie (ottimo per i pulcini). Oltretutto i colombi o piccioni che dir si voglia, hanno la tendenza istintiva di nascondere molto bene le loro nidiate; infatti, fateci caso, è difficilissimo scorgere piccoli di piccione. Vero?

I problemi che insorgono in questo caso sono dovuti essenzialmente all’enorme quantità di guano che le bestiole riescono a produrre, arrivando in moltissimi casi ad occludere totalmente l’interspazio tra pannelli e tegole. Questo comporta prima di tutto una limitazione del flusso d’aria di cui i pannelli necessitano, visto che il calore prodotto va dissipato, nonché il fatto di causare spesso cortocircuiti all’impianto.

Va poi considerato che le ditte di manutenzione non si occupano della pulizia anzi, vogliono giustamente trovare l’impianto libero e pulito per intervenire nelle loro manutenzioni. Pulire il guano una volta essiccato è un’operazione difficile, improba e anche pericolosa! Allora che fare?

La soluzione è quella di impedire in maniera adeguata il passaggio ai piccioni lungo il perimetro dei pannelli. Come? Utilizzando barriere anti piccioni per pannelli fotovoltaici. È assolutamente sconsigliabile creare protezioni per piccioni “fai da te”, che potrebbero dare ancora più problemi di quelli che si vogliono evitare. Vanno prese in considerazione solo metodologie ampiamente testate per tale compito. In tal senso esistono barriere anti piccioni per pannelli fotovoltaici che si fissano direttamente ai pannelli e di fatto impediscono il passaggio, pur garantendo la ventilazione. C’è bisogno di grande attenzione al montaggio, se ad esempio i pannelli sono stati acquistati con formula leasing o sono ancora in garanzia, forare la cornice dei pannelli per fissarci qualunque struttura non originariamente presente, comporta la decadenza della garanzia.

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Lo scovolo ITALGAM per pannelli fotovoltaici

Lo scovolo salvagronde (non lasciatevi ingannare dal nome), è uno dei migliori sistemi di protezione oggi esistenti sul mercato contro l’irruzione dei piccioni sotto i pannelli fotovoltaici e solari termici. Si tratta di una barriera anti piccioni per l’impianto fotovoltaico, in polipropilene e anima di acciaio inox, il quale impedisce loro di penetrare e nidificare. Il tutto senza dover forare la cornice né aver bisogno di essere fissato, ma semplicemente incastrato. E’ un sistema unico nel suo genere, comodo e veloce da piazzare perché non richiede alcuna competenza ed è totalmente versatile, adattandosi a tutte le situazioni.

Si tratta di serpentoni lunghi 3 metri cadauno. Al momento dell’ordine si consideri un diametro (ce ne sono quattro disponibili) leggermente superiore rispetto all’altezza dei pannelli dalle tegole o dalla superficie d’appoggio. In questo modo l’incastro sarà perfetto e non necessiterà di alcun fissaggio o legatura. Lo scovolo in polipropilene, con trattamento anti-UV e anima in acciaio che non arrugginisce, si adatta perfettamente ad eventuali angoli o situazioni particolari. Questa protezione per piccioni per i pannelli fotovoltaici lascia passare tranquillamente l’acqua in caso di piogge e garantisce la ventilazione. Non ultimo va considerato che il loro costo è nettamente inferiore ad altri sistemi, in più come detto, va considerata la facilità e la velocità di posizionamento.

Consigli per creare una perfetta barriera per proteggere i pannelli fotovoltaici dai piccioni

Ribadiamo innanzitutto che è meglio evitare le soluzioni fai da te. Quando cerchiamo un’efficace barriera anti piccioni per il nostro impianto fotovoltaico teniamo sempre a mente che stiamo proteggendo qualcosa di costoso. Pertanto o ci affidiamo a dei professionisti, o a dei prodotti professionali. Lo scovolo salvagronde fa parte di questa categoria, un prodotto studiato e realizzato proprio per questo tipo di necessità. Senza bisogno di alcun tipo di modifica sull’impianto, basterà incastrare lo scovolo intorno al perimetro del pannello, impedendo di fatto l’accesso al luogo dove amano andarsi a posizionare i pennuti. E il gioco è fatto, non potremmo fornirvi consiglio più semplice da seguire.

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Invasione di piccioni sotto ai pannelli fotovoltaici

Barriera anti piccioni per fotovoltaico

Gli impianti fotovoltaici posizionati sui tetti delle abitazioni urbane vengono letteralmente presi d’assalto da colonie di piccioni che lo considerano un perfetto rifugio per covare ed allevare le nidiate. Purtroppo questo causa ingenti danni agli impianti che, sempre più di frequente, vanno in cortocircuito ed a volte addirittura si incendiano.

Gli escrementi dei piccioni creano sui pannelli fotovoltaici gravi limitazioni sulla resa dell’impianto stesso, rendendo antieconomico l’investimento affrontato. 

Come il guano dei volatili diminuisce la resa dell’impianto?

L’inverter dei pannelli, detto anche convertitore, ha un particolare sistema di controllo che permette di far lavorare i pannelli in modo ottimale. Il sistema di controllo è chiamato MPPT ed ogni inverter può essere composto da uno o più MPPT. I pannelli collegati in serie, sono attraversati tutti dalla medesima corrente e prendono il nome di stringa fotovoltaica. Stringhe identiche per numero di pannelli e per esposizione, devono essere collegate in parallelo ad uno stesso MPPT. Il malfunzionamento, causato dagli escrementi di piccioni, anche di un solo pannello della stringa, determina il malfunzionamento dell’intera stringa e di conseguenza di tutte le stringhe collegate su quel MPPT.

Lo stesso problema si presenta  all’interno di ogni singolo pannello che, costituito di celle di silicio collegate tra loro in serie attraverso tre stringhe da 20 celle ognuna e a loro volta collegate tra di esse in parallelo, in caso di mancato funzionamento anche di una singola cella, inciderebbe negativamente sull’intero pannello.

È stato calcolato che il malfunzionamento anche di un solo pannello, ridurrebbe la potenza  di tutte le stringhe collegate in parallelo allo stesso MPPT, fin del 30%.

Ma nel caso un impianto venisse realizzato con inverter centralizzati che presentano pochi o anche un solo MPPT, l’incidenza del guano di piccione può essere ancora più rilevante in termini di resa, fino addirittura a rendere totalmente antieconomico l’investimento effettuato. 

Pertanto l’installazione di un dissuasore meccanico per volatili posto a barriera della parte sottostante l’impianto, è vivamente consigliata! L’impedimento al potersi intrufolare sotto i pannelli, indurrebbe velocemente la colonia di piccioni alla ricerca di luoghi più accoglienti per loro, perdendo ogni interesse sul vostro tetto. 

Importante è agire anche nelle grondaie perimetrali il tetto, in modo da assicurarsi un effetto totale.

Lo scovolo salvagronde e proteggi fotovoltaico è studiato appositamente a tal scopo e mette fine al suddetto rischio in maniera rapida, economica e definitiva, sia riguardo gli impianti fotovoltaici che relativamente alle grondaie della casa!

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Dissuasore per piccioni

Esistono in commercio svariati dissuasori per piccioni, o colombi che dir si voglia, visto che trattasi dello stesso animale, ma prima di tutto chiediamoci perché i piccioni vanno dissuasi dall’avvicinarsi alle nostre abitazioni, ovviamente senza procurar loro del male, a buona pace degli animalisti.

Va detto che le città, i centri abitati in genere, sono un bel luna park per questi volatili. Qui trovano abbondante cibo (i nostri rifiuti), non corrono rischi di predatori (tra cui anche l’uomo) e vivono di fatto in un ambiente mediamente più caldo della campagna da dove provengono e che offre loro miriadi di anfratti, coperture e pertugi dove coprirsi e nidificare (pensiamo ad esempio ai pannelli fotovoltaici, dove i piccioni trovano un ottimo riparo). Scherzosamente potremmo dire che hanno fatto un po’ la scelta di quel ragazzo della Via Gluck..:)!

Purtroppo però, questa loro scelta non viene apprezzata dai cittadini, e spesso a ragione. Il piccione può essere considerato un volatile di dimensioni medio-grandi e altrettanto importante è la quantità di guano che riesce a spargere quotidianamente. Adesso, questo guano in campagna non produrrebbe alcun problema, anzi, potrebbe addirittura contribuire ad una naturale concimazione dei terreni, ma nei centri abitati la questione è ben diversa. 

Sappiamo bene che tale guano è l’incubatore perfetto di molti batteri oltre che uova di pulci e zecche. Per questo viene considerato altamente pericoloso, soprattutto una volta essiccato, dove polverizzandosi, può essere facilmente inalato da uomini e animali domestici.

Sappiamo inoltre che tale guano, essendo a base acida, deteriora col tempo pietre e metalli di cui generalmente sono fatte le nostre costruzioni.

Non ultimo, come sa bene chi vive in zone ad alta concentrazione di piccioni, si tratta anche di animali molto rumorosi. quindi vengono, a ragione, considerati spesso un vero flagello. Quindi come comportarsi, chiaramente sempre nel rispetto della loro vita e della loro incolumità?

Come anticipato all’inizio dell’articolo, esistono diverse tipologie di dissuasori per piccioni o colombi, alcune valide, altre invece frutto della creduloneria di alcuni, ma con ben poche possibilità di risolvere realmente il problema. 

Tra i più comuni ci sono gli spuntoni metallici che rendono difficile (ma non impossibile) l’accovacciamento dell’animale laddove vengono piazzati. Oggi si trovano in commercio anche fasce spinose, generalmente di plastica, che anch’esse infastidiscono l’animale in fase di appoggio. Poi ci sono i dissuasori elettrici che, una volta installati, producono una piccola scossa (non letale) alternata che, infastidisce i voltili spingendoli verso zone meno sgradevoli. Una vasta categoria è quella dei dissuasori visivi, come palloncini con disegnati grandi occhi, o le sagome, fisse e semoventi, di uccelli predatori (gufi e falchi). 

Un’altro problema importante è l’invasione dei piccioni nei canali di gronda.

Riguardo le grondaie, possiamo dire che il problema lo si avvisa soprattutto in caso di forti piogge, visto che, a causa dei piccioni e del loro abbondante guano, spesso le grondaie sono ostruite e faticano nello smaltimento delle acque meteoriche. Purtroppo qui non è possibile mettere spuntoni di sorta, perché altrimenti sarebbero questi ultimi a trattenere foglie ed organici e pertanto a creare occlusione. Per fortuna noi di ITALGAM SCOVOLI SALVAGRONDE abbiamo la soluzione definitiva al problema: Una volta posizionato, lo scovolo lascia passare esclusivamente l’acqua piovana, lasciando fuori foglie, aghi di pino e si, anche i piccioni. Va detto a tal proposito che questi uccelli, come tutti i volatili d’altronde, sono forniti di zampe callose che non temono praticamente nulla, tant’è che spesso li vediamo appollaiati su cactus irti di spine. Unica condizione è quella di avere un appoggio stabile per potersi sorreggere, e lo scovolo è tutt’altro che stabile con le sue setole elastiche. Risultato. Gli uccelli non avendo appoggio ma, anzi, temendo istintivamente di restare intrappolati non ci provano nemmeno e, la scelta più logica per loro, è quella di cercare altri lidi.

Possiamo anche affermare che lo scovolo salvagronde è anche un perfetto dissuasore per piccioni sotto i pannelli fotovoltaici. Anche qui ci sarebbero svariate controindicazioni a tappare quello spazio tra le tegole ed i pannelli stessi. Prima di tutto perché i pannelli producono calore e necessitano quindi di passaggio costante d’aria. Poi perché nulla che venga posizionato, deve minimamente impedire lo scorrere dell’acqua piovana sotto di essi. Non ultimo il fatto che i pannelli non possono essere forati per apporre viti o simili a sostegno di eventuali fasce metalliche e non atte ad impedire l’intrusione dei volatili.

Anche qui viene in aiuto lo SCOVOLO SALVAGRONDE ITALGAM che, una volta incastrato lungo tutto il perimetro dei pannelli, impedisce di fatto l’intrusione dei piccioni, ma permette il passaggio dell’aria e dell’acqua piovana. Il suo montaggio anche qui, come per le gronde, è facilissimo e molto veloce, risolvendo un problema annoso e di larghissimo interesse.

Non sempre un deterrente svolge il compito promesso 

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Canalette grigliate di deflusso delle acque

Spesso si sottovaluta l’importanza del lavoro svolto dai canali a terra di raccolta e scarico delle acque piovane. Purtroppo ce ne rendiamo conto quando, a seguito di un forte temporale, la canalina grigliata, incapace di defluire le acque a causa di un’ostruzione dovuta a fogliame o detriti vari depositatisi nel tempo, causa una tracimazione dell’acqua, la quale si riversa inesorabilmente proprio laddove non vorremmo mai che andasse a finire: nei garage, nelle cantine o magazzini, negli ambienti tecnici e malauguratamente anche direttamente in casa nostra.

Eppure basterebbero dei periodici interventi di pulitura per scongiurare il rischio. Ma ce ne rammentiamo di farli?

Lo scovolo salvagronde e canaline svolge a riguardo un compito eccellente: una volta posizionato, pur permettendo liberamente il passaggio delle acque, impedisce di fatto che attraverso la griglia passino anche foglie secche e vari detriti portati dal vento o trascinati dalle piogge precedenti. Chiaramente tali detriti si accumulerebbero all’esterno, dove però è facile vederli e toglierli con una scopa o un rastrello da giardino, senza peraltro la necessità di alzare ogni volta la griglia.

Indirettamente, lo scovolo così posizionato, impedisce anche la risalita dai condotti di scarico di animaletti poco gradevoli, come topi o scarafaggi.

A volte basta un briciolo di assennata prevenzione per evitare anche danni notevoli.

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Cosa accade se le foglie si incastrano nelle setole

Foglie o aghi di pino incastrati tra le setole non limitano assolutamente il passaggio ed il veloce scorrimento delle acque meteoriche nel canale.

 

Dopo aver ripulito per bene il canale di gronda ed aver montato lo scovolo, ci accorgiamo che le foglie, pur non annidandosi più nell’incavo semicircolare o quadrato della grondaia, si incastrano tra le setole dello scovolo stesso!

E ora cosa succederà? La risposta è: assolutamente nulla!

Scopriamo come avviene esattamente il processo:

Il tappeto di foglie che si accumulava in precedenza nel letto di gronda, con l’acqua che lo stesso tratteneva e gli altri agenti atmosferici, davano inizio al cosiddetto processo di marcescenza che col tempo lo tramutava in humus: la fanghiglia spesso presente nelle gronde dove oltretutto nascono rigogliose le piante infestanti.* Ora che questo non può più accadere, le foglie che rimangono qua e la tra le setole e non ancora spazzate via dal vento non possono più subire  il processo di marcescenza sopra descritto, per l’assenza in questo caso dell’acqua stagnante. Pertanto, subiranno una normale essiccazione, con perdita dei liquidi e conseguente perdita di peso. A questo punto le foglie secche, fragilissime, tenderanno a sbriciolarsi e tali rimasugli saranno spazzati via anche dalla più leggera brezza.

In tutto ciò la gronda rimane pulita, soprattutto dalla fanghiglia che ora non può più generarsi.

 

*(Ebbene si, la terra che trovate nelle gronde non è l’effetto dell’accumulo di polvere nel tempo…!)

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Pini e aghi di pino che intasano le grondaie

Danni causati dal pino domestico. Aghi che intasano le grondaie

Una valida soluzione, per quanto riguarda le grondaie e le canalette grigliate, è offerta dallo scovolo salvagronde Italgam, il quale, una volta posizionato lungo il canale delle grondaie o le canalette rasoterra grigliate di raccolta delle acque meteoriche, crea un infallibile filtro che, pur facendo scorrere l’acqua in abbondanza, blocca tutte le tipologie di organici, compresi gli aghi di pino e le pigne. Anche se gli aghi di pino si incastrano tra le setole in polipropilene dello scovolo salvagronde, questo non riduce l’efficacia dello stesso, neutralizzando sul nascere la possibilità di ostruzione dei canali di gronda e dei loro discendenti.

 

In più lo scovolo è un perfetto dissuasore per volatili nelle grondaie.

Gli uccelli riescono a poggiarsi praticamente ovunque, ma hanno necessariamente bisogno di un appoggio saldo che non può offrirgli lo scovolo con le sue setole mobili, pertanto piccioni e colombi cambieranno presto la loro abitudine di svolazzare nelle vostre grondaie, scegliendo luoghi per loro più consoni.

Il pino domestico (Pinus pinea) è una pianta sempreverde, resinosa, con foglie aghiformi, diffusa in tutto il bacino del mediterraneo dove forma vasti boschi (pinete).

Purtroppo, per una scelta poco lungimirante in tempi passati, questa pianta veniva proposta, anzi consigliata anche nel tessuto densamente urbano dove col tempo è stata largamente utilizzata ma, dove chiaramente è risultata poi dannosa. Si perché il pino, anche se ci sembra una pianta domestica e tutti ormai siamo così abituati a concepirlo, mal si pone a fianco di strade, muri ed abitazioni, ai quali crea spesso non pochi problemi.

Le caratteristiche di questa maestosa pianta, diventano infatti del tutto negative se tradotte in ambito urbano.

 

Il pino ha radici poco profonde ma che si allargano molto distanti dal tronco, in genere creando nel sottosuolo, una X con l’apparato fogliare esterno: tanto si allargano rami e fronde sopra, tanto si sviluppano le radici al di sotto. Tali radici, essendo per l’appunto superficiali, rialzano facilmente lo strato di asfalto delle strade, dissestano muri di cinta e spesso provocano infiltrazioni nelle fondamenta delle case. Oltretutto, con radici così poco penetranti nel terreno, se la pianta non viene costantemente potata, il peso e l’ampiezza dell’apparato apicale che fa anche da enorme vela, può contribuire al suo accidentale abbattimento in caso di venti molto forti, con tutti i rischi immaginabili in ambito cittadino.

 

Un altro pericolo è quello igenico-sanitario dovuto ai bruchi delle processionarie.

In estate gli esemplari adulti prediligono queste piante per costruirvi i loro bozzoli pieni di larve.  


 

In primavera ne fuoriescono i bruchi che rappresentano una seria minaccia per la salute dell’uomo e per quella degli animali domestici, attraverso i loro peli urticanti che sono causa di forti allergie.

 

Il pino, come tutti i sempreverdi, non si limita a sfogliare solo in un determinato periodo dell’anno, l’autunno, ma getta e riproduce i suoi aghi praticamente in ogni stagione, con un rallentamento solo invernale. Poi ci sono le pigne, anche loro cadenti, e quando ancora verdi sono pure molto pesanti. Tenendo conto che un pino adulto può raggiungere un’altezza di 25 metri possiamo immaginare il pericolo!

Tali aghi, per la loro peculiare conformazione si insinuano dappertutto, andando spesso ad occludere le griglie di raccolta delle acque piovane e i canali di gronda delle nostre abitazioni. La particolarità è che essi non galleggiano, pertanto sono i primi che vanno ad infilarsi nei discendenti dei pluviali creando un tappo perfetto.   

 

Una valida soluzione, per quanto riguarda le grondaie e le canalette grigliate, è offerta dallo scovolo salvagronde Italgam, il quale, una volta posizionato lungo il canale delle grondaie o le canalette rasoterra grigliate di raccolta delle acque meteoriche, crea un infallibile filtro che, pur facendo scorrere l’acqua in abbondanza, blocca tutte le tipologie di organici, compresi gli aghi di pino e le pigne. Anche se gli aghi di pino si incastrano tra le setole in polipropilene dello scovolo salvagronde, questo non riduce l’efficacia dello stesso, neutralizzando sul nascere la possibilità di ostruzione dei canali di gronda e dei loro discendenti.

 

In più lo scovolo è un perfetto dissuasore per volatili nelle grondaie.

Gli uccelli riescono a poggiarsi praticamente ovunque, ma hanno necessariamente bisogno di un appoggio saldo che non può offrirgli lo scovolo con le sue setole mobili, pertanto piccioni e colombi cambieranno presto la loro abitudine di svolazzare nelle vostre grondaie, scegliendo luoghi per loro più consoni.

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Manutenzione dei tetti e delle grondaie nel condominio

Un particolare aspetto nella programmazione degli interventi ordinari di manutenzione dei tetti va posta alle grondaie ed ai loro pluviali.

Tutti consacriamo il tetto come la parte forse più importante dell’intero stabile, d’altro canto è quello che ci protegge dagli agenti atmosferici, ma poco ci interessiamo della sua corretta manutenzione negli anni.

Probabilmente a causa del fatto di non averlo esattamente sotto gli occhi, ci passa inosservato anche quanto sia importante avere un tetto sempre in buono stato.

lastrici solari, cosiddetti terrazzi, sono facilmente accessibili in genere dalle scale stesse, in quanto spesso svolgono anche il ruolo di stenditoi, zona contatori idrici ecc. e pertanto è più facile ed opportuno tenerli costantemente puliti, evitando che si otturino le bocchette di scarico con foglie e detriti. Teniamo presente che sotto il maiolicato dei terrazzi c’è la guaina impermeabilizzante, la quale crea risvolto sui verticali per un massimo di 10/15 cm, oltre i quali, nel caso di allagamento importante, l’acqua potrebbe infiltrarsi oltre creando una vera e propria pioggia negli appartamenti sottostanti.

Poi ci sono i tetti con le tegole, questi ultimi necessitano anche di maggiore attenzione, in quanto gli accadimenti a cui vengono sottoposti sono molteplici e di varia natura.

È possibile che con forti venti le tegole si spostino, oppure che, soprattutto a causa del gelo queste si spacchino. In questi casi l’infiltrazione sarà cosa imminente.

Comunque oggi la tecnologia ci assiste: operatori specializzati con i droni riescono a videofilmare anche zone inaccessibili, ad ogni palmo, evitando così costosi interventi con bracci aerei e relativo personale per poi magari accorgersi che tutto è in ordine.

 Oggi l’accesso al tetto inclinato è obbligato anche dall’uso sempre più frequente dei pannelli solari e fotovoltaici che logicamente non possono essere abbandonati a loro stessi per anni, proprio per questo è necessario programmare degli interventi di manutenzione ordinaria almeno ogni due anni. Chiaramente le tempistiche sono molto soggettive e dipendono da vari fattori, come ad esempio la vicinanza o meno di piante arboree ad alto fusto o la presenza assidua di piccioni e colombi.

Un altro elemento che spesso non viene adeguatamente considerato è costituito dalle grondaie:

Una palazzina media conta almeno un centinaio di metri lineari di grondaia nel suo perimetro, con varie calate, dette pluviali, che hanno l’importante compito di defluire l’acqua meteorica verso il basso. Le grondaie non sono concepite per sopportate grandi pesi, visto che l’acqua al loro interno dovrebbe fluire velocemente verso i pluviali, ma la presenza di fogliamenidi ed altri organici al loro interno, dando inizio ad un processo di marcescenza degli organici stessi, li trasformerà poi in una fanghiglia molto pesante che oltretutto ostruisce e limita il passaggio veloce delle acque. Tale fanghiglia (che molti erroneamente credono trasportata sui tetti dal vento) oltre a diminuire sensibilmente l’incavo della gronda, è anche un perfetto terreno di coltura per i semi delle infestanti (quelli si, trasportati dal vento o presenti nel guano deposto dai volatili) che danno poi vita ad inopportuni quanto dannosi giardini pensili.

Come dicevamo la grondaia non dovrebbe sopportare pesi eccessivi, viene tenuta in asse da quelle particolari staffe, le cicogne, posizionate circa ogni 80/100 cm l’una dall’altra e che ne garantiscono la giusta pendenza. Se queste dovessero cedere, anche se leggermente a causa del peso, creerebbero delle sfasature nell’asse dei canali di gronda facendogli così perdere la giusta pendenza e formare delle pericolose conche.

 

Oltretutto una grondaia ostruita o, peggio, danneggiata, porterebbe danni importanti alla struttura stessa del palazzo, come il distacco di parti di essa in caso di forte vento o le tipiche infiltrazioni da tracimazione con la formazione di muffe.

Va anche aggiunto che nei condomini, spesso i pluviali discendenti passano internamente ai muri e questo aumenta il rischio suddetto, oltre ad una maggior difficoltà nelle riparazioni.

 

Gli interventi di manutenzione alle grondaie pertanto non dovrebbero superare i 6 mesi / 1 anno, quindi è bene programmarli anticipatamente per evitare possibili danni futuri.

In questi casi gli interventi verranno eseguiti grazie ad apposite piattaforme aeree o da ditte specializzate in edilizia acrobatica.

Lo scovolo salvagronde Italgam è un ottimo sistema per impedire i suddetti danni e per allungare esponenzialmente gli interventi di pulitura, anche di anni.

Una volta piazzato, in maniera molto veloce e sempre in concomitanza di una pulizia dei canali, impedirà molto efficacemente a foglie, aghi di pino e anche piccioni di entrare nei canali di gronda, impedendo in tal modo quel processo di marcescenza che produce la tipica fanghiglia.

Oltre ad essere un ottimo consiglio per gli amministratori di condominio, sarà sicuramente apprezzato dai condomini, dal momento che contribuisce a ridurre i costosi interventi ordinari di pulitura.

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Come si comporta lo scovolo con tanto fogliame

Come si comporta lo scovolo con molto fogliame?

 

Nell’ipotesi abbiate uno o più grossi alberi prospicienti la vostra abitazione e magari con i rami che lambiscono le tegole, saprete bene cosa significhi essere letteralmente invasi dalle foglie!

Di fatto il fogliame o anche gli aghi di pino, non sarebbero un problema in se, sempre che il tetto sia stato fatto a regola d’arte e quindi ben coimbentato con la guaina contro l’umidità. Il vero problema sorge invece in presenza di grondaie per la raccolta e canalizzazione delle acque piovane.

In questo caso le foglie e/o gli aghi di pino, ma anche i frutti del platano o le pignette delle conifere, come gli abeti, i cedri, e i cipressi, sono una vera sciagura, in quanto vanno immediatamente a intanarsi nell’incavo accogliente dei canali di gronda e dai quali non riescono più ad uscire. All’interno dei canali, il vento, che normalmente agisce sulle tegole da perfetto spazzino, non ha lo stesso effetto, proprio a causa della depressione rispetto al piano (l’incavo delle grondaie).

 

Purtroppo tutto questo avviene generalmente al di sopra del nostro campo visivo, pertanto è facile non accorgercene o non pensarci.

A questo punto il danno è compiuto: i primi a farne le spese sono i discendenti, che vanno immediatamente ad occludersi non facendo più passare una goccia d’acqua. Subito dopo inizia il naturale processo di marcescenza del fogliame ammassato che, acqua stagnante, sole e aria, attivano attraverso la veloce riproduzione di affamatissimi enzimi aerobici, i quali iniziano la disgregazione degli organici in differenti fasi. Una di queste fasi rende il compost acido, ed è la prima causa di corrosione della lamiera, con conseguente rottura della stessa. In seguito il compost, completamente disgregato e “digerito” dagli enzimi, viene trasformato in humus: quella fanghiglia pesante che regolarmente troviamo nelle grondaie. Qualcuno crede che la terra nelle gronde sia un accumulo di polvere volatile che si deposita col tempo sulle tegole e poi viene trasportata dall’acqua nei canali. Niente di più falso, in quanto, se così fosse, ci vorrebbero dai cinque agli otto secoli per produrre la quantità di terriccio che ad esempio possiamo vedere nella foto di lato :-)) senza contare che, trattandosi di polvere, l’acqua la dilaverebbe di continuo, senza dargli la possibilità di sedimentare.

La verità è che “Nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma” come ci ricordava Lavoisier, quindi la fanghiglia che curiosamente scorgete anche al quinto piano del vostro palazzo, è causata unicamente dalla trasformazione degli organici sopra descritta.

 

DOMANDAIn presenza di grosse quantità di foglie, aghi, pignette ecc. che piovono quotidianamente in quantità industriali fino a creare veri e propri tappeti sopra le tegole, lo scovolo, adagiato nella gronda sarà comunque utile? Oppure, venendo anch’esso ricoperto, va a peggiorare ulteriormente la situazione?

 

RISPOSTA: A parte il fatto che una situazione come quella descritta difficilmente può conoscer di peggio, quel che va detto chiaramente, è che il compito dello scovolo non è l’annichilimento delle foglie, né impedire agli alberi di compiere la loro muta; ma occupando esso stesso l’area di gronda, semplicemente mantiene libero da cattivi occupanti il canale, favorendo in tal modo un normale scorrimento dell’acqua verso i pluviali. Quindi, se fuori, sulle tegole e anche sopra lo scovolo, ci fosse una valanga di foglie (che per inciso va detto, andrebbe periodicamente ripulita), queste non potrebbero comunque impedire alla pioggia di seguire la pendenza del tetto verso la grondaia, la quale però, a questo punto è almeno libera di raccogliere e smaltire l’acqua che inevitabilmente vi si riversa. L’acqua si sa, trova comunque la strada per infiltrarsi, anche sotto cumuli di foglie o di aghi, e soprattutto per l’elevata pendenza del tetto viaggia velocemente verso la gronda. È pertanto nella gronda che ha poca pendenza, che rallentando non deve trovare ostacoli o cumuli di fango che la trattengano. Per questo c’è lo scovolo salvagronde!

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Cosa rimane dopo un anno di utilizzo

Nella foto lo scovolo dopo un anno dal posizionamento.

 

Ecco come appare lo scovolo dopo un anno dal posizionamento. Chiaramente una piccola quantità di residui si insinua tra le setole, ma la cosa non crea alcun problema al passaggio delle acque piovane e soprattutto la gronda rimane sempre libera e pulita. Tutto il resto invece, spazzato via dal vento! Ricordiamoci che lo scovolo è velocemente posizionabile ed altrettanto velocemente rimovibile per scrollarlo dai residui eventualmente presenti, nei rari casi in cui ce ne fosse necessità. Ci hanno chiesto cosa accade nel caso di caduta di grosse quantità di foglie, ma anche soprattutto di aghi di pino sul tetto e di conseguenza sullo scovolo che il vento non riesce a spazzar via: ribadiamo che lo scovolo non ha la capacità di impedire la caducità del fogliame e nemmeno di dissolverlo nel nulla, lo scovolo impedisce che tali organici si annidino nell’incavo della gronda, ove altrimenti darebbero inizio al normale processo di marcescenza che si tradurrebbe in seguito nella ben conosciuta fanghiglia pesante di cui conosciamo gli effetti. Pertanto se foglie o aghi di pino non dovessero esser spazzati via dal vento, ma creassero un tappeto sulle tegole e sullo scovolo, non impedirebbero comunque lo scorrimento della pioggia sulle tegole e verso la gronda che troverebbero libera e pulita sempre. In tali casi si consiglia comunque di tanto in tanto la pulizia del tetto per non arrivare a formare dei veri e propri covoni.